Il rebranding in TGR Haas F1 Team non è solo un cambio di nome: la mano di Toyota sul progetto 2026 è ormai evidente, anche se la collaborazione segue logiche molto diverse da quelle di un classico ingresso ufficiale in Formula 1. Dietro il nuovo look, infatti, si nasconde una strategia più profonda e meno immediata di quanto sembri.

Il nuovo nome del team, annunciato a dicembre, riflette l’estensione della collaborazione tecnica tra Haas e il centro europeo di ricerca e sviluppo Toyota di Colonia, storicamente noto come Toyota Gazoo Racing. Proprio questa denominazione, però, è destinata a scomparire nel 2026, quando Toyota riorganizzerà le proprie attività sportive sotto il marchio Toyota Racing.
Nonostante ciò, la squadra di Formula 1 continuerà a chiamarsi TGR Haas, con una presenza visiva marcata del logo sul cofano motore e sull’ala anteriore. Una scelta dettata anche da ragioni di percezione: un nome come “Toyota Haas” suggerirebbe infatti un coinvolgimento diretto del costruttore giapponese, che invece non rientra nei piani.
Come ha spiegato Ayao Komatsu:
«Penso che la gente voglia dire cose del tipo: “OK, il team Toyota funziona” o “Toyota produrrà un motore”. Ma è assolutamente chiaro che lo scopo di questa collaborazione è davvero quello di far crescere le persone e, attraverso questo, creare un’organizzazione competitiva».
La partnership non è un preludio a un’acquisizione, ma un progetto di crescita interna per Toyota. Komatsu lo ha ribadito con chiarezza:
«A lungo termine, per la Toyota Motor Corporation, non si tratta solo di queste gare… Le persone che crescono e si formano in questo ambiente, un giorno – si spera – diventeranno dirigenti senior o alti dirigenti della TMC, con una mentalità internazionale e competitiva».
Nel frattempo, la collaborazione porta benefici concreti a entrambe le parti. Toyota ha ottenuto preziose giornate di test in Formula 1 per Ryo Hirakawa, Ritomo Miyata, Sho Tsuboi e persino Kamui Kobayashi, impegnati in 14 giorni di prove private nel 2025. L’obiettivo per il 2026 è ancora più ambizioso: avere un pilota realmente in lizza per un sedile ufficiale.
Haas, dal canto suo, riceve supporto produttivo e soprattutto un nuovo simulatore driver-in-loop, il primo nella storia del team, che sarà operativo tra maggio e giugno 2026. Un passo fondamentale per lo sviluppo delle monoposto e la preparazione dei piloti.
La collaborazione tra Haas e Toyota non è un’operazione di puro branding né un preludio a un ritorno ufficiale del colosso giapponese in Formula 1. È un progetto strategico, pensato per formare talenti, condividere competenze e rafforzare entrambe le realtà. Il nome TGR Haas può sembrare un ponte verso un futuro più profondo, ma per ora rappresenta soprattutto un’opportunità: crescere insieme, senza creare false aspettative.
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