Teammate battle Aston Martin 2025: Alonso-Stroll, due rette che non si incontrano mai
Nel cuore dei box si giocano le partite più decisive: confronti silenziosi che non cercano clamore. Oggi il nostro sguardo si posa su Aston Martin, una squadra che nel 2025 ha cercato il proprio equilibrio tecnico.

27/01/2026 18:00:00 Tempo di lettura: 6 minuti

Ci sono sfide che illuminano i circuiti e incendiano le discussioni tra tifosi, ma le prove che davvero misurano un pilota si consumano lontano dagli spalti. Vivono nei box, in quello spazio ristretto dove due compagni di squadra condividono tutto: macchina, dati, limiti e responsabilità. È un ambiente che non concede alibi, in cui ogni scelta diventa un confronto diretto e ogni dettaglio rivela la qualità della mente, del coraggio e della capacità di restare lucidi quando la pressione stringe. È lì, in quell’intimità tecnica e psicologica, che si costruiscono le gerarchie autentiche, quelle che non hanno bisogno di telecamere per pesare.

Questa serie nasce per raccontare proprio queste battaglie silenziose, i duelli che non fanno rumore ma che cambiano carriere, orientano sviluppi tecnici e definiscono l’identità di una squadra.

Nel primo episodio abbiamo attraversato la tensione sotterranea del box Mercedes, impegnato a ricostruire equilibrio e leadership. Nel secondo siamo entrati nella Red Bull, dove la NON competizione interna è parte del DNA e non un effetto collaterale. Nel terzo abbiamo osservato la sfida generazionale in casa Haas, tra l’esperienza metodica di Esteban Ocon e l’irruenza affamata di Oliver Bearman.

Il quarto capitolo ci ha portati nel box più iconico e più esigente di tutti: la Ferrari, dove abbiamo raccontato la convivenza complessa tra Charles Leclerc e Lewis Hamilton.

Poi un passaggio rapido in Alpine, una squadra che ha cambiato volto già a inizio stagione: Jack Doohan sostituito da Franco Colapinto accanto a Pierre Gasly, un avvicendamento che ha modificato equilibri e priorità senza bisogno di grandi proclami. Un passaggio in Racing Bulls, con il continuo avvicendarsi di giovani promesse che crea instabilità in una squadra ancora alla ricerca della propria strada.

E infine la Williams, dove il duello tra Albon e Sainz ha mostrato come due approcci diversi possano diventare un motore di crescita.

Oggi, però, il nostro viaggio si sposta altrove. Entriamo nel box Aston Martin, un luogo dove l’ambizione pesa come un’eredità da onorare e il futuro è ancora un cantiere aperto. Qui ci attende un altro duello silenzioso, un’altra convivenza da decifrare, un’altra storia che racconta molto più di quanto sembri.

Team mate battle Aston Martin 2025

In un’Aston Martin che da anni insegue stabilità tecnica e credibilità sportiva, il 2025 ha rappresentato un nuovo punto di svolta. La AMR25 è nata con l’obiettivo di sperimentare in ottica 2026, con un concetto aerodinamico più aggressivo e una finestra operativa più stretta rispetto al passato.

In questo contesto, Fernando Alonso ha continuato a incarnare il ruolo di guida tecnica e mentale del progetto. La sua esperienza, la capacità di leggere la gara e la precisione nei feedback tecnici restano uno dei pilastri su cui la squadra costruisce ogni scelta. Accanto a lui, Lance Stroll rappresenta il test più concreto della bontà del progetto, con una guida lineare e regolare che consente di estrarre dati utili.

Il box Aston Martin vive una fase di transizione importante, fatta di lavoro metodico, aggiornamenti mirati e una coppia di piloti che unisce visione a lungo termine e capacità di adattamento.

Per una squadra che vuole tornare stabilmente nel centro gruppo e, nel medio periodo, avvicinarsi alle posizioni che un tempo ha sfiorato, il 2026 rappresenta un banco di prova cruciale con la prima macchina progettata da Adrian Newey.

Alonso vs Stroll: due stili, due risultati diversi

Teammate battle Aston Martin 2025: Alonso-Stroll, due rette che non si incontrano mai

Il confronto tra Fernando Alonso e Lance Stroll restituisce l’immagine di un’Aston Martin che sta ancora cercando la propria forma definitiva. Nel corso della stagione, Alonso ha dimostrato una continuità superiore, riuscendo più spesso a portare la AMR25 davanti al compagno di squadra sia la domenica che il sabato. In gara è stato lui a precedere Stroll nella maggior parte delle occasioni, confermando una capacità di gestione e lettura del ritmo che resta uno dei suoi marchi di fabbrica.

Anche in qualifica il divario è stato evidente: Alonso ha imposto la sua esperienza e la sua precisione sul giro secco, costruendo sessioni più solide e trovando con maggiore costanza il limite della vettura. Le sue migliori posizioni di partenza e di arrivo sono state superiori a quelle del canadese, segno di una capacità di estrarre prestazione anche quando la monoposto non era perfettamente bilanciata. Stroll, dal canto suo, ha vissuto una stagione più discontinua: alcuni weekend lo hanno visto vicino al compagno, altri lo hanno costretto a inseguire, senza riuscire a colmare del tutto il divario.

Non sono numeri che raccontano una rivalità accesa, ma due modi diversi di tenere in piedi lo stesso progetto: da una parte la profondità tecnica e la costanza di Alonso, dall’altra la ricerca di stabilità e continuità di Stroll.

E nel passo gara?

Teammate battle Aston Martin 2025: Alonso-Stroll, due rette che non si incontrano mai

Osservando il passo gara medio, il quadro resta coerente. Alonso ha mostrato una gestione del ritmo più efficace, soprattutto in circuiti come Australia, Cina e Giappone. In altri appuntamenti, come Miami, Monaco o Spa, Stroll è riuscito a ridurre il divario, pur senza invertire la tendenza generale.

Il confronto sui migliori stint evidenzia una prevalenza di situazioni in cui Stroll è risultato più lento del compagno, con alcune eccezioni legate a condizioni particolari o tracciati più favorevoli al suo stile.

Non una supremazia assoluta, ma una costanza che ha permesso ad Alonso di orientare il lavoro del team e diventare il riferimento per lo sviluppo della vettura.

Il duello interno non è una battaglia di nervi, ma il ritratto di una squadra che si sta ridefinendo attraverso due interpreti diversi e complementari. È in questa somma di differenze che l’Aston Martin sta cercando la propria direzione, in vista di un 2026 decisivo.

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