ANALISI TECNICA - Ecco la SF-26: a Maranello non sono stati affatto conservativi
Con l'arrivo delle nuove regole anche i tecnici della Rossa hanno (finalmente) deciso di osare, sposando una filosofia che di prudente ha ben poco.

27/01/2026 08:00:00 Tempo di lettura: 6 minuti

La prima (a porte chiuse) delle tre sessioni di test pre-stagionali è ufficialmente iniziata in quel di Barcellona, eppure alcuni team nelle precedenti due settimane avevano già provveduto ad effettuare i primissimi chilometri. Tra questi c'è la Ferrari che, nella giornata di venerdì 23 febbraio, ha svelato livrea e forme della neonata SF-26. Ed è proprio dai 15 km di shakedown svolti sul circuito di Fiorano che si sono potuti cogliere alcuni dettagli che ora ci permettono di effettuare questa analisi.

Ritorno al... futuro...

ANALISI TECNICA - Ecco la SF-26: a Maranello non sono stati affatto conservativi

La prima osservazione da fare è il ritorno della tanto agognata sospensione push rod, sia all'anteriore che al posteriore. Il sistema a puntone ha permesso così ai tecnici di Maranello di aumetare l'effetto anti-dive, ora decisamente più pronunciato rispetto al passato ma non estremo quanto la MCL39 che la scorsa stagione in questo senso ha fatto scuola. Da sottolineare è anche lo spostamento del tirante dello sterzo dietro al braccio della sospensione stessa.

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Per quanto riguarda l'ala anteriore - seppur ancora troppo semplice nel design - da notare come i supporti del muso siano più larghi rispetto a quanto visto sulle monoposto presentate in precedenza. Proprio dietro al muso è situato l'unico (a differenza, ad esempio, di Racing Bulls che ne ha posizionati due) attuatore che avrà il compito di regolare l'utilizzo dell'aerodinamica attiva.

... con uno sguardo al passato

Venendo ora alla veste aerodinamica la Rossa presenta un airscope decisamente più stretto rispetto alla stessa VCARB, il che porta a pensare che la scelta sia stata quella di posizionare i radiatori nelle sidepods: ecco quindi spiegate le generose dimensioni degli inlet che riprendono, inoltre, il disegno a P del 2025. Le fiancate sono "a scendere" ma risultano alte al pari di quelle della Mercedes, con il preciso obbiettivo di privilegiare i flussi che scorrono lungo la parte bassa per poi convogliarli verso cambio e diffusore (zona coca-cola).

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L'engine cover inoltre si allarga, creando quella sorta di bazooka visti già nella generazione appena conclusa (Red Bull su tutti) che certifica ancor di più la volontà di sfruttare la parte terminale della vettura al fine di evacuare l'aria calda: da qui il motivo dello sfogo generoso in termini di dimensioni. A provare ulteriormente quanto appena affermato sono anche i due fori presenti alle spalle del cockpit per favorire il pescaggio e l'evacuazione dell'aria, dal momento che il nuovo impianto ibrido - tre volte più potente rispetto al precedente - necessita di un'efficienza di raffreddamento dieci volte superiore.

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Fondo e appendici aerodinamiche

Come sempre in Formula 1 massima attenzione ai dettagli, quindi ecco che la "pinna" del cofano motore assume una forma seghettata, utile alla generazione di vortici volti anch'essi all'energizzazione dei flussi.

Venendo infine alla zona del fondo, che da quest'anno torna ad essere privo dei canali Venturi, si nota immediatamente il doppio supporto del bargeboard anteriore che a sua volta precede tre elementi orizzontali. Venendo invece al posteriore ecco che si scorge un'apertura nella paratia laterale al diffusore, il cosiddetto mouse hole che funge da compromesso tra la protezione dai vortici provenienti dalla ruote e l'iniezione di aria volta a incanalare i flussi provenienti dall'estrattore; trattasi di una soluzione già vista qualche giorno prima durante i primi chilometri della W17 a Silverstone, seppur in maniera più estrema.

ANALISI TECNICA - Ecco la SF-26: a Maranello non sono stati affatto conservativi

In definitiva la sensazione è che a Maranello non siano stati per nulla conservativi soprattutto per quel che concerne la parte meccanica, messa completamente a servizio dell'aerodinamica. Nel complesso, chiaramente, c'è ancora ampio margine di manovra, il che lascia pensare che quella corrente - come per tutti i team - non sia la versione definitiva: è sufficiente porre la propria attenzione - ad esempio - sulla zona dell'engine cover, ancora troppo aperto e che verosimilmente subirà modifiche significative con il pacchetto evolutivo pre-Australia.

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