La controversia sul rapporto di compressione dei motori 2026, nata come una questione tecnica, si è trasformata in uno dei temi più infuocati dei test pre-stagionali. Tra sospetti di scappatoie regolamentari, lettere alla FIA e prese di posizione sempre più nette, il paddock si divide. Mentre Mercedes difende la piena legalità della propria power unit, Adrian Newey sostiene che un solo costruttore non sia allineato al resto della griglia. La tensione cresce e la soluzione potrebbe arrivare solo a Melbourne.

Il dibattito nasce dal nuovo limite del rapporto di compressione, che con il nuovo regolamento si abbassa da 18,0 a 16,0. La misurazione, però, avviene a motore freddo.
Secondo diversi rivali, Mercedes avrebbe trovato il modo di operare a valori superiori quando la power unit raggiunge la temperatura di esercizio, sfruttando così una possibile zona grigia del regolamento.
La questione ha generato una vera e propria tempesta politica: Ferrari, Audi, Honda ed ora anche Red Bull hanno inviato lettere congiunte alla FIA chiedendo un intervento immediato.
Toto Wolff ha risposto con fermezza, invitando i rivali a concentrarsi sulle proprie prestazioni:
"Darsi una regolata", ha dichiarato, ribadendo di essere “assolutamente convinto” della piena conformità del motore Mercedes dopo aver consultato la FIA.
Le discussioni tra costruttori e FIA sono proseguite per settimane. Adrian Newey, ora in Aston Martin con motore Honda, ha lasciato intendere che la griglia sia quasi compatta nel chiedere un cambiamento.
"Sono chiaramente di parte", ha premesso a Sky Sports.
"Penso che tutti siano d'accordo tranne un costruttore, quindi dove andrà a finire, beh, immagino che lo scopriremo a Melbourne".
La FIA, dal canto suo, vuole evitare che la stagione inizi con un quadro normativo ambiguo. Nikolas Tombazis ha spiegato:
"Quando ci sono nuove regole è impossibile non avere discussioni di questo tipo, è sempre stato così. Siamo determinati a rendere questo campionato una competizione tra i migliori piloti, i migliori ingegneri e i migliori team, ma non un campionato di interpretazione delle regole".
Audi, Ferrari, Honda e Red Bull stanno lavorando per ottenere una maggioranza qualificata che consenta di modificare il metodo di verifica già prima dell’avvio del campionato.
La disputa sul rapporto di compressione è ormai un caso politico oltre che tecnico. Da un lato Mercedes difende la propria interpretazione; dall’altro quattro costruttori chiedono una revisione immediata per evitare vantaggi ritenuti ingiustificati.
La FIA punta a chiudere la questione prima del via, ma le posizioni restano distanti. Melbourne potrebbe diventare il primo vero banco di prova non solo per le nuove power unit, ma per la capacità della Formula 1 di trovare un equilibrio sostenibile tra innovazione, competitività e chiarezza regolamentare.
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