La controversia sul rapporto di compressione dei motori 2026 sta diventando uno dei temi più delicati del pre-stagione, e James Vowles invita la Formula 1 a una riflessione profonda. Con Mercedes accusata di aver sfruttato una possibile scappatoia regolamentare e quattro costruttori pronti a spingere per un cambiamento immediato, il team principal della Williams avverte che la posta in gioco va oltre la tecnica: riguarda l’identità stessa dello sport e il confine tra meritocrazia ingegneristica e interventi correttivi che rischiano di snaturarla.

La Mercedes è finita nel mirino per una presunta scappatoia sul limite di compressione fissato a 16:1, valore misurato però a temperatura ambiente. Secondo le indiscrezioni, la power unit di Brixworth potrebbe raggiungere valori più elevati una volta entrata nella reale finestra di esercizio termica.
Ferrari, Audi, Honda e ora anche Red Bull Powertrains starebbero lavorando a una proposta per modificare il regolamento, chiedendo che il rapporto di compressione venga verificato direttamente alla temperatura operativa. Se i quattro costruttori trovassero un accordo, potrebbero ottenere una maggioranza qualificata per un cambiamento immediato, con il possibile sostegno di FIA e FOM.
La FIA, per ora, mantiene una posizione prudente ma vuole una soluzione prima dell’inizio della stagione. Il confronto potrebbe intensificarsi nella riunione della Commissione F1 in Bahrain, dove il tema rischia di trasformarsi in un vero e proprio scontro politico.
Per James Vowles, però, la questione va ben oltre l’aspetto procedurale.
"Come sport, dobbiamo fare in modo che questa non sia una serie BoP. Questa è una meritocrazia in cui i migliori risultati ingegneristici vengono effettivamente premiati, non puniti."
Il team principal della Williams, cliente Mercedes, sottolinea che l’unità attuale rispetta il regolamento scritto e invita alla cautela su eventuali modifiche in corsa:
"La mia speranza è che prevalga il buon senso e che noi, come sport, riconosciamo che siamo qui per essere una meritocrazia: [dove] la migliore soluzione ingegneristica vince come risultato di ciò."
Vowles ha discusso la questione con Toto Wolff e Hywel Thomas, ma avverte che cambiare ora la procedura di verifica potrebbe avere conseguenze rilevanti:
"Se non siamo in regola, otto vetture non possono partecipare alla gara. Dobbiamo riflettere attentamente sulle implicazioni di questo cambiamento."
Nel frattempo, la FIA continua a confrontarsi con i costruttori. Nikolas Tombazis ha ribadito la linea dell’organo tecnico:
"Siamo determinati a rendere questo campionato una competizione tra i migliori piloti, i migliori ingegneri e le migliori squadre, ma non un campionato di interpretazione delle regole."
La battaglia sul rapporto di compressione è ormai un caso politico oltre che tecnico. Da un lato i costruttori che chiedono un intervento immediato per evitare squilibri, dall’altro chi teme un precedente pericoloso capace di aprire la porta a correttivi in stile Balance of Performance.
La Formula 1 si trova davanti a un bivio: difendere fino in fondo la libertà ingegneristica che l’ha sempre definita oppure introdurre meccanismi di compensazione per preservare l’equilibrio competitivo. La decisione che emergerà dal Bahrain potrebbe segnare la filosofia dell’intero ciclo regolamentare 2026.
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