La questione dei rapporti di compressione sta diventando il primo vero caso politico della nuova Formula 1. Mercedes avrebbe trovato un vantaggio interpretando in modo perfettamente legale una zona grigia del regolamento, e i rivali – da Ferrari a Red Bull, passando per Honda e Audi – stanno spingendo per una modifica immediata delle norme. Ma Alpine, cliente Mercedes, avverte: cambiare le regole alla vigilia della stagione sarebbe un precedente pericoloso. E il suo direttore generale, Steve Nielsen, lancia una sfida diretta ai team scontenti: se davvero ritengono irregolare la Power Unit tedesca, allora presentino un reclamo formale in Australia.

Nielsen non usa mezzi termini. Per lui, chi parla di irregolarità deve assumersi la responsabilità di dimostrarlo.
«Hanno il diritto di protestare, immagino. Andremo a Melbourne e, se sono davvero così convinti, allora dovranno mettersi in gioco e fare qualcosa al riguardo.»
Il dirigente spera però che la FIA chiarisca la questione prima dell’inizio del campionato:
«Non so se la FIA esprimerà un parere in merito prima di Melbourne. In un certo senso spero che lo faccia, perché spero che la storia di Melbourne non riguardi i rapporti di compressione.»
Il nodo è noto: Mercedes rispetta il limite di 16:1 nei test a temperatura ambiente, ma il rapporto aumenta quando il motore entra nel suo range operativo. Una scelta progettuale che i rivali vogliono impedire chiedendo test “a motore caldo”.
Per Nielsen, però, la strada imboccata dai team rivali è rischiosa.
«La cosa fondamentale per me è il modo in cui stiamo affrontando la questione. Se diciamo che un regolamento scritto in modo molto chiaro può essere contestato in questo modo, allora cos'altro è off limits? Tutto è oggetto di discussione.»
Il dirigente sottolinea anche l’impatto economico e tecnico di un cambio di rotta improvviso:
«Le persone investono moltissimo tempo e denaro, e in particolare denaro, in buona fede. E se improvvisamente tutto può essere contestato… allora penso che sia un mondo completamente nuovo in cui non siamo mai stati prima.»
E aggiunge un punto cruciale:
«Si potrebbe dire che sono di parte perché abbiamo un motore Mercedes nella nostra auto, ma vogliamo davvero uno sport in cui regole scritte in modo chiaro possano essere contestate solo perché alla gente piace farlo? È alla FIA rispondere a questa domanda.»
La battaglia sui rapporti di compressione è solo all’inizio, ma il messaggio di Alpine è chiaro: la F1 non può permettersi di riscrivere le regole ogni volta che qualcuno trova un’interpretazione più efficace. La FIA dovrà decidere se difendere la stabilità normativa o intervenire per placare i malumori dei costruttori. Nel frattempo, Nielsen ribadisce la sua posizione:
«Abbiamo piena fiducia nella Mercedes. Hanno costruito una PU in buona fede, seguendo un regolamento molto chiaro, e noi ne siamo soddisfatti.»
Il paddock attende la riunione in Bahrain, ma una cosa è certa: la prima grande frattura politica della nuova era tecnica è già esplosa.
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