«Ridurre la potenza Red Bull? Mi farebbe sorridere»: Russell tra ironia e realismo
13/02/2026 16:00:00 Tempo di lettura: 4 minuti

George Russell ha offerto oggi una delle analisi più sincere e interessanti di questo inizio di era tecnica. Tra entusiasmo per le nuove vetture più leggere, preoccupazioni sulle Power Unit e un pizzico di ironia sulle voci che agitano il paddock, il pilota Mercedes ha riportato la discussione su un terreno concreto: quello delle sensazioni reali in pista e della distanza tra aspettative e realtà.

Le sue parole, dirette e senza filtri, raccontano molto più dei tempi sul giro.

Una F1 più piccola, più viva, più impegnativa

«Ridurre la potenza Red Bull? Mi farebbe sorridere»: Russell tra ironia e realismo

Russell ha spiegato come la nuova generazione di monoposto gli stia restituendo un piacere di guida che non aveva mai provato prima:
«È una macchina più bella da guidare secondo me, perché è più piccola e più leggera, si vedono tutti derapare un po' di più e lottare un po' di più con la vettura ed è più divertente. Io non avevo mai guidato una macchina così piccola prima e questo mi piace.»

Allo stesso tempo, ha riconosciuto la complessità delle nuove Power Unit:
«Sicuramente la Power Unit è molto complicata e per gli ingegneri è davvero impegnativo lavorare con questa Power Unit. Anche per il nostro stile di guida deve essere un pochino diverso.»

E invita alla calma:
«Siamo al quarto giorno di questo nuovo regolamento, che poi andrà avanti per tre anni, quindi non è il caso di parlare così presto secondo me.»

Red Bull davanti, Mercedes ridimensionata

Russell non ha nascosto che questi test hanno riportato la Mercedes con i piedi per terra:
«Penso che questi test siano stati un po' un riportarci con i piedi sulla terra, un po' per tutti, perché c'erano tantissime aspettative sulla Mercedes, ma erano soltanto chiacchiere, non c'era nessuna sostanza in queste opinioni.»

Il britannico ha poi riconosciuto apertamente la forza della concorrenza:
«Siamo arrivati a Barcellona il primo giorno e la Power Unit Red Bull era fortissima, il che è stato sorprendente anche per l'affidabilità. Siamo arrivati qui in Bahrain e ancora una volta la Power Unit Red Bull è stata molto forte e migliore rispetto a noi e a Ferrari, per cui è una piccola preoccupazione perché le loro prestazioni sono buone.»

Ha citato anche i progressi della Ferrari:
«Anche la Ferrari ha portato degli aggiornamenti, che hanno fatto andare molto forte la vettura ieri e oggi, per cui sono stati test interessanti.»

Sul tema delle possibili modifiche regolamentari prima di Melbourne, Russell ha risposto con ironia:
«Sarei piuttosto contento se riducessero la potenza della Red Bull, onestamente, mi farebbe sorridere.»

Ma subito dopo ha riportato la discussione alla realtà:
«Però tutti questi rumori che riguardano la Power Unit, lo ripeto, sono semplicemente rumori che escono dai media e da persone che hanno parlato con i media dicendo loro alcune cose. È impossibile sapere se c'è un vantaggio di potenza e quanto sia questo vantaggio.»

E ha concluso con una lucidità disarmante:
«La verità è che noi al momento non siamo il team da battere e non siamo la Power Unit da battere, è la Red Bull. È interessante che sia stata la Red Bull a far uscire queste voci e poi invece siano i più competitivi: magari hanno voluto sviare l'attenzione.»

Le parole di Russell offrono una fotografia nitida della nuova Formula 1: vetture più divertenti, motori più complessi, gerarchie ancora in evoluzione ma con una Red Bull già in fuga tecnica. Mercedes, al contrario, appare più prudente e consapevole dei propri limiti attuali.

La sua sincerità – tra ironia, autocritica e realismo – racconta meglio di qualsiasi dato quanto questi primi giorni di test stiano ridisegnando le aspettative del 2026.

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Foto copertina x.com

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