McLaren, è già lotta interna. Piastri attacca: «Le papaya rules devono cambiare»
18/02/2026 07:30:00 Tempo di lettura: 3 minuti

Si sa, il mondo della F1 è tra i più mediatici al mondo, quello in cui anche elementi ai più indifferenti fanno notizia e in cui i protagonisti, piloti e team principal, sono continuamente bersaglio di domande dei media, sia nei weekend di gara che non, con incontri promozionali o interviste. Molte volte, per quanto detto, è possibile che dei piloti "usino" determinati giornalisti per inviare messaggi precisi ai rivali o, più spesso, capiti che si trovino più a loro agio nel parlare di alcuni argomenti con i media del proprio paese e si ‘sbottonino' più di quanto non facciano quando in conferenze stampa o incontri ufficiali con tutta la stampa internazionale presente. Esempio di tutto questo era il Dottor Helmut Marko, ex consigliere della Red Bull, che per rilasciare parole scomode si affidava ai colleghi austriaci.

Piastri come Marko

Qualcosa di simile, anche se il Dottor Marko non conosceva mezze misure nelle sue esternazioni, è accaduto con Oscar Piastri in questi giorni. Il pilota McLaren, di fatto, ha rilasciato un intervista a 7NEWS Australia in cui, tra le varie cose, è tornato a parlare delle controverse e chiacchierate papaya rules utilizzate dal team di Woking lo scorso anno per gestire la convivenza interna tra i due piloti e tentare di tenere corretta la sfida per il titolo tra l'australiano e il compagno di squadra, poi campione del mondo, Lando Norris. Delle regole che, secondo molti, hanno fatto perdere al team moltissimi punti e usate, secondo i più critici, come "strumento" da parte della squadra per esercitare una possibile intenzionalità di perdere il titolo a Piastri. Lo stesso pilota ha smentito tali ipotesi ma, a differenza del passato, ha ammesso che la gestione delle papaya rules hanno causato in McLaren più stress che benefici.

Oscar pungente

Nel 2025 ci siamo trovati in situazioni non necessarie e aggiunto molto più stress del necessario a certe cose. Durante la pausa abbiamo tutti avuto tempo di riflettere su questo e renderci conto che ci sono cose che dobbiamo fare in modo diverso. Tutte le situazioni in cui ci siamo trovati derivavano da buone intenzioni, ma in certi momenti hanno richiesto grande sforzo. Certamente non c’è stato un sabotaggio, come ho visto dire in giro. Queste cose fanno parte delle corse: alcune cose vanno come vuoi, altre no. Abbiamo buone idee su come semplificare le cose. il messaggio è che vogliamo correre nel modo più corretto possibile, cercando di ottenere il maggior numero di punti per la squadra. Cambia se si lotta per il primo e il secondo posto o se si è indietro. Quindi vedremo come sarà la competitività, ma penso che abbiamo un buon piano su come rendere le cose più facili”.

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Foto copertina x.com


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