La possibilità di realizzare il sequel del film sulla F1 ha riportato l’attenzione anche sul modo in cui lo sport viene raccontato fuori dalla pista. Tra le reazioni dei piloti è arrivata anche quella di Max Verstappen, che ha commentato il tutto con la sua consueta franchezza.

Tutto nasce da una domanda semplice: «Amico, che cos'è questa cosa del gala, amico?»
Verstappen risponde senza esitazioni: «Quale cosa del gala? Oh, il film sulla F1. Tutti hanno un abito che è troppo grande per loro. Sì. Il migliore.»
Quando gli chiedono perché non fosse presente, Max Verstappen chiarisce subito la sua posizione:
«In realtà stiamo lavorando allo spettacolo. Sai, questi ora stanno ancora dormendo tutti lì. E noi siamo qui a lavorare allo spettacolo.»
Un modo diretto per dire che preferisce il lavoro alla passerella.
Verstappen non si nasconde dietro formalità:
«Non sono il tipo di persona che vuole partecipare a quella premiere sul tappeto rosso. È solo che… non sono così.»
E aggiunge:
«Non voglio stare con le persone famose che vengono invitate. Non ho bisogno di stare sempre davanti alle telecamere. Non è proprio da me.»
Poi arriva la frase che sintetizza perfettamente il suo distacco dal glamour:
«Ed è per questo che non voglio presentarmi lì in giacca e cravatta e comportarmi come se fossi importante.»
Le parole di Verstappen confermano un tratto che lo accompagna da sempre: l’allergia alle sovrastrutture. Mentre la Formula 1 si intreccia sempre più con l’intrattenimento, Max resta fedele a un’identità che privilegia la pista, il lavoro e l’autenticità. E proprio questa distanza dal palcoscenico lo rende, paradossalmente, ancora più riconoscibile.
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