Pirelli, Isola: «Non tutti si sono concentrati sull'ottimizzazione del pacchetto»
20/02/2026 20:00:00 Tempo di lettura: 4 minuti

Oggi sono terminati i test sul circuito di Sakhir in Bahrain, l’ultima sessione di tre giorni intensi in cui sono stati fatti tantissimi km. Se dopo il Day-3 era stato percorso più di metà di un giro della terra, con gli altri 20.693 km effettuati complessivamente da tutti i team, possiamo dire che la Pirelli ha raccolto dati per una distanza totale complessiva maggiore all’intera circonferenza terrestre (40.008 km).

La gomma prevalente è stata la C3, utilizzata per il 61% della lunghezza totale. Sono dunque 41.366 i chilometri percorsi in sei giorni dalle undici scuderie. I set di pneumatici slick usati da mercoledì sono 326 che sommati a quelli della prima tranche di test raggiungono 591 set totali.

Le gomme sono passate un po' in secondo piano nella seconda sessione di test

Molto compiaciuto per il lavoro svolto dai team il direttore motorsport Pirelli, Mario Isola, il quale al termine dei test ha dichiarato: “Le squadre, avendo portato degli aggiornamenti, hanno preferito concentrarsi su due aspetti: power unit e aerodinamica, mettendo da parte un po’ gli pneumatici. Generalmente le ultime fasi dei test sono solitamente dedicate all’ottimizzazione del pacchetto vettura gomme, ma evidentemente non tutte le squadre sono arrivate a questo punto”, la Ferrari sicuramente sì, ma ad esempio McLaren, Red Bull e Mercedes hanno preferito seguire un altro programma.

Test, Pirelli

“Abbiamo riscontrato dei dati coerenti”, ha aggiunto Isola. “La resistenza meccanica è apparsa buona per tutte le opzioni e non sono stati rilevati fenomeni di graining o blistering. Il livello di degrado delle mescole è quasi sicuramente più alto in questi giorni rispetto a quanto ci si attende in gara in Bahrain, quando le temperature saranno più basse e le vetture già in una fase più avanzata di sviluppo”.

Pirelli, test

“Uno dei temi centrali della stagione sarà certamente il bilanciamento delle temperature tra gli assi, soprattutto in vista della prima gara a Melbourne, ha affermato il direttore motorsport Pirelli. “Le ridotte sollecitazioni su un tracciato cittadino potrebbero infatti richiedere una maggiore preparazione degli pneumatici o un utilizzo differenziato delle temperature delle termocoperte, soprattutto nelle fasi di qualifica. In ogni caso sarà interessante scoprire in Australia quanto effettivamente le scuderie abbiano finora limitato la potenza del motore per nascondersi agli avversari”, ha concluso.


Foto: Pirelli

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