Sabato scorso, durante la cerimonia di premiazione dei Campioni dell’Automobilismo organizzata dall’Automobile Club d'Italia all’Auditorium della Conciliazione di Roma, dopo la lunga chiacchierata con il presidente della Federazione Geronimo La Russa, abbiamo avuto l’onore di parlare anche con Antonello Coletta.
Appena sceso dal palco, dove ha ricevuto un riconoscimento speciale per la straordinaria stagione della Ferrari nel FIA World Endurance Championship, il responsabile del programma Endurance si è fermato ai nostri microfoni per affrontare alcuni temi particolarmente caldi.
Il primo riguardante il Balance of Performance. Nel WEC il BoP è parte integrante del regolamento tecnico e incide in maniera significativa sulle prestazioni delle vetture. Alla domanda se questo sistema limiti o stimoli la ricerca tecnica, e se possa un giorno essere applicato anche in Formula 1, Coletta ha risposto senza esitare dicendo: "Noi non siamo molto contenti del Balance, però fa parte del regolamento e dunque lo accettiamo e ci conviviamo. Lo stimolo c’è, perché devi cercare sempre quel qualcosa in più pur sapendo che magari alla gara successiva verrai penalizzato ulteriormente. È applicabile ovunque, ma mi auguro che non arrivi mai in Formula 1. Il nostro sogno sarebbe quello di non averlo proprio".

Il dirigente romano ha poi affrontato il tema dell’ADUO, spiegando come possa rappresentare uno strumento utile in una fase regolamentare delicata: "Penso che possa essere necessario, soprattutto in un anno che non definirei di transizione, ma comunque influenzato dai nuovi regolamenti che si affacciano. C’è la preoccupazione che non tutti siano pronti e questo può essere un aiuto per chi è un po’ più indietro. Resta però il fatto che sarebbe bello non aver bisogno di questi strumenti".
Interessante anche la risposta sulla scelta tra piattaforma aerodinamica o piattaforma energetica come chiave del successo: "Come in tutte le competizioni conta tutto. L’aerodinamica ha un ruolo molto importante, soprattutto su piste come Le Mans dove è determinante. Ma non possiamo dimenticare la potenza. È sempre un combinato di fattori che ti porta a primeggiare o, al contrario, a ottenere risultati meno soddisfacenti".
In chiusura, abbiamo chiesto a Coletta cosa significhi rappresentare il Cavallino Rampante nel mondo e se questo comporti una pressione particolare: "Rappresentare Ferrari è un grande privilegio e una grande responsabilità. La pressione esiste, ma bisogna conviverci senza subirla. Anzi, deve essere uno stimolo a fare sempre meglio, perché quando rappresenti uno dei brand più iconici al mondo non puoi permetterti di sbagliare".
Ringraziamo Antonello Coletta per la cordialità e la disponibilità mostrata nell'intervista. La riproduzione parziale di questo contenuto esclusivo è possibile previa citazione dell'autore (Giuseppe Cianci) e della fonte Formula1.it con il link al contenuto originale.
Leggi anche: Coletta: «La 499P è un progetto molto robusto. Dobbiamo puntare a fare sempre meglio»
Leggi anche: WEC 2026, Svelata a Maranello la nuova Ferrari 499P
Foto copertina x.com
Foto interna www.ferrari.com