Se sarà vincente o meno, solo la pista lo dirà lo dirà. Eppure, la nuova Ferrari SF-26 ha già ottenuto un "primato" che da anni non deteneva. Per la prima volta, infatti, una vettura made in Maranello ha stupito la concorrenza e gli addetti ai lavori per alcune innovazioni tecniche portate in pista prima dei rivali. Insomma, per abilità di di innovare e anticipare i rivali, e non di copiare i competitor. Di fatto, sulla Rossa apparsa nei test in Bahrain, la monoposto del team italiano ha portato al debutto l'ala posta alle spalle dello scarico, utile a "sparare" dell'aria calda sull'ala posteriore e massimizzare la downforce e sia, se non soprattutto, la più appariscente e molto chiacchierata ala posteriore ‘Macarena’, come ribattezzata dal team principal Fred Vasseur.
Una ala che, a differenza di quanto visto sinora e quanto portato in macchina dagli altri 10 team, è capace di ruotare anziché aprirsi semplicemente: il tutto per sfruttare al massimo l’aerodinamica attiva, portata al debutto dalle vetture figlie del nuovo regolamento tecnico, riducendo così la resistenza all’avanzamento in rettilineo. Come detto, quindi, la Ferrari in Bahrain ha fatto parlare di sé, attirando fortemente l'attenzione dei rivali per le soluzioni citate, nel cui sviluppo i tecnici di Maranello hanno mostrato non poca aggressività, coraggio e fantasia nell'approccio alle nuove regole. Dei tecnici che, almeno come approccio, con la SF-26 hanno segnato un punto di rottura con la recente tradizione della Scuderia. E di questo approccio ha parlato il direttore tecnico della Ferrari, Loic Serra, a L’Equipe.
“Fa piacere vedere l’effetto che hanno le nostre creazioni nel paddock. Il fatto che il regolamento 2026 fosse una tabula rasa era stimolante, ma poteva essere anche una trappola. La difficoltà era quella di tenersi aperte più porte possibili e non puntare tutto su un preciso concetto. Ci sono molte opportunità e allo stesso tempo si può perdere la strada molto rapidamente. Senza effetto suolo, come nel 2025, il segreto è riuscire ad avere una buona interazione tra telaio e motore. L’ala Macarena? Il regolamento precedente non dava libertà, abbiamo capito che c’era un buco massimizzare l’aerodinamica attiva e la straight line mode, ovvero l’assetto che assume l’ala in rettilineo. La cosa più importante non è avere una buona macchina ora, ma essere capaci di migliorarla nella stagione. Con i ragazzi che abbiamo a Maranello non vedo perché non dovremmo riuscirci”.
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