La stagione 2026 deve ancora cominciare, ma nel paddock l’attenzione è già proiettata oltre. Le voci, le ipotesi e le mezze frasi raccolte nei motorhome parlano tutte della stessa cosa: il futuro dei tre pluricampioni che hanno segnato l’ultimo ventennio della Formula 1.
Hamilton, Verstappen e Alonso — tre personalità diversissime, tre modi opposti di vivere lo sport, tre carriere che sembrano infinite — si ritrovano al centro di un interrogativo comune. Con un regolamento tecnico rivoluzionato e un campionato che cambia pelle, resteranno davvero tutti in griglia nel 2027?
È una domanda che pesa, perché riguarda non solo il destino dei piloti, ma anche l’identità della F1 del futuro.

Fa quasi effetto vedere Max Verstappen inserito nel gruppo dei “dubbi”, ma è stato proprio lui ad aprire la porta a questa ipotesi. A 28 anni, con quattro titoli e otto vittorie solo nella scorsa stagione, non è certo un pilota in declino.
Eppure, tra le critiche alle nuove monoposto — definite “Formula E con steroidi” — e il desiderio di passare più tempo con la famiglia, l’olandese ha lasciato intendere che il futuro potrebbe non essere così scontato. Resta però un dettaglio fondamentale: il contratto con Red Bull fino al 2028. Prima di allora è difficile immaginare un addio.
Per Fernando Alonso e Lewis Hamilton il discorso è diverso. Il primo compirà 45 anni a luglio, il secondo ne ha 41. Entrambi sono in scadenza a fine stagione e hanno espresso dubbi sulle nuove vetture, seppur con toni più morbidi rispetto a Verstappen.
Hamilton, però, ha mandato un messaggio chiarissimo prima di Melbourne:
“Mi sento rinnovato, con le batterie ricaricate. Non ho intenzione di andare da nessuna parte”.
Un segnale forte, quasi liberatorio.
Alonso, invece, resta più prudente. La pre-stagione dell’Aston Martin è stata complicata e lui non si sbilancia:
“Godiamoci l’anno e vedremo cosa succederà. Se vedremo un netto miglioramento, ci saranno più possibilità di continuare”.
Un approccio realistico, da veterano che conosce bene i cicli della F1.
A mettere ordine tra speculazioni e sensazioni ci ha pensato Stefano Domenicali. Il CEO della Formula 1 non crede a un doppio addio:
“Sono giganti della F1. Non li vedo ritirarsi quest’anno. Sono combattenti e, con la giusta combinazione di macchina e squadra, lotteranno ancora a lungo”.
E aggiunge un punto interessante: anche se un giorno dovessero lasciare, la F1 saprebbe comunque rigenerarsi.
“La nuova generazione catturerà l’attenzione rapidamente. Oggi il modo di connettersi è diverso”.
Tra contratti, età, nuovi regolamenti 2027 e sensazioni personali, il futuro dei tre pluricampioni resta un tema aperto. Ma una cosa è chiara: sono ancora il cuore della Formula 1. E finché avranno una macchina competitiva, difficilmente lasceranno il posto a qualcun altro.
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