Red Bull, Horner svela: «Verstappen dietro il mio addio? No, ecco chi c'era davvero»
26/02/2026 07:30:00 Tempo di lettura: 3 minuti

Come ogni anno, da qualche tempo, sta per uscire su Netflix la nuova, ottava stagione di "Drive to Survive", la serie tv sulla Formula 1. Un’attesa che, stavolta più del solito, sta coinvolgendo milioni di appassionati della massima serie in giro per il mondo.

Nonostante la serie sul Circus iridato sia ormai alla sua ottava edizione e, fin dall’inizio, abbia attirato diversi detrattori (specie tra i puristi del motorsport), quest’anno sta calamitando un grande clamore mediatico per via degli argomenti che toccherà. Nella season 8 della produzione Netflix verranno svelati alcuni retroscena del licenziamento, che tanto ha fatto discutere, del team principal della Red Bull, Christian Horner, dopo oltre 20 anni ininterrotti di gestione e successi.

Dietro le quinte...

Eppure, malgrado l’uscita mondiale della serie sia programmata per il prossimo 28 febbraio, in questi giorni stanno circolando diverse anticipazioni e spoiler, in particolare sulla lotta di potere interna alla Red Bull, di cui si è tanto parlato nel recente passato, culminata con l’addio del manager che aveva reso la squadra di Milton Keynes un vero top team.

Dopo essersi espresso sui sentimenti provati nel momento in cui gli è stato comunicato l’allontanamento dal team la scorsa estate, Christian Horner ha rivelato il suo punto di vista sulla dinamica dei fatti che lo hanno portato a essere defenestrato dai vertici del gruppo. In particolare, su chi sarebbe stato tra i maggiori sostenitori del suo addio dal ruolo di team principal. E, nel farlo, ha a tratti stupito.

Verstappen fuoco amico?

Ebbene, secondo quanto svelato dal manager inglese, a dispetto delle voci circolate negli scorsi mesi non ci sarebbe stato il clan di Max Verstappen, capitanato dal padre Jos, dietro il suo allontanamento. Certo, alcuni contrasti erano evidenti, ma a dare il colpo di grazia alla posizione di Horner sarebbe stata invece la tanto chiacchierata ala austriaca nata nel team tra il CEO del gruppo RB, Oliver Mintzlaff, e il consigliere del team, il dottor Helmut Marko.

“Il padre di Max non è mai stato un mio grande fan e si è espresso più volte nei miei confronti. Ma non credo che i Verstappen siano stati responsabili. Credo che questa sia stata una decisione presa da Oliver Mintzlaff con la consulenza di Helmut Marko. Penso che alla fine le cose siano cambiate all’interno dell’azienda e del gruppo. Il fondatore è morto e, dopo la morte di Dietrich Mateschitz, probabilmente hanno ritenuto che avessi troppo controllo.”

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Foto copertina x.com


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