Ferrari, Hamilton parla del ritiro: «Ho poco tempo, ma lo farò solo dopo...»
06/03/2026 18:30:00 Tempo di lettura: 3 minuti

È passata ormai una settimana dal via dell'operazione militare degli Stati Uniti in Iran e, questa tensione in in Medio Oriente, ha già causato ampie conseguenze sotto diversi punti di vista. Nella vita di ognuno di noi, in primis, ma anche negli equilibri mondiali. Non solo, poiché anche il mondo della Formula 1 è stato intaccato da questa situazione di tensione in Medio Oriente, con il calendario della stagione 2026 che è già stato oggetto di discussioni e possibili possibili cancellazioni delle gare che dovrebbero disputarsi, a breve, in nazioni come Bahrain, Arabia Saudita e, più avanti nel campionato, in Qatar ed Emirati Arabi Uniti. Tutti paesi coinvolti nella guerra con l’Iran e incluse nel mondiale. Eppure, prima ancora degli attacchi e in un contesto più pacifico, i progetti della FIA e di Libety Media erano altri, ben presenti ancora oggi e di, auspicabilmente, prossima attuazione.

Si vola in Africa

Il management di Liberty Media e della Federazione Internazionale sognano infatti di far sbarcare la massima serie in Africa, con un GP nell’unico continente che ancora non ospita una gara. Ma lo ha fatto in passato, visto che l'ultima tappa nel continente, in Sudafrica, è stato disputato nei primi anni ’90. E in più di un’occasione la Formula 1, con le dichiarazioni del Presidente e CEO Stefano Domenicali, ha garantito di essere al lavoro per organizzare un GP in Africa, sul circuito sudafricano di Kyalami, segnando un ritorno della massima serie su uno storico tracciato. A prescindere della nazione ospitante, però, questa ipotesi soddisferebbe il pilota della Ferrari, Lewis Hamilton, sostenitore di questo progetto. Anzi, quello del GP in Africa, è un traguardo che, qualora venisse raggiunto, rappresenterebbe l'ultimo sogno della carriera del britannico in F1.

Parla Hamilton

“Sono stato in dieci paesi africani, c’è molto da vedere. Negli ultimi anni, ho lottato dietro le quinte per ottenere un GP, anche di più, in realtà, sedendomi con le parti interessate e chiedendo: perché non siamo in Africa? Ce n’è uno in ogni continente, perché non li? So che ci stanno provando. Sono stati in diversi paesi, quelli che mi sono piaciuti di più: il Kenya, il Ruanda in è stato spettacolare. Il Sudafrica è meraviglioso. Credo che siano i posti migliori in cui andare. Non voglio lasciare lo sport senza un GP lì, senza aver potuto gareggiare lì. Quando si terrà? Stanno fissando delle date, e quindi starò qui per un po’ finché non accadrà, sarebbe fantastico, visto che sono per metà africano. Sono stato in Benin, in Senegal e Nigeria. È qualcosa di cui sono orgoglioso. Sono fiero di quella parte del mondo. Penso che sia la parte più bella, e non mi piace che nessuno ne parli. Spero che le persone che governano quei paesi si uniscano e si riprendano l’Africa. È importante per il futuro di quel continente. Hanno le risorse per essere il posto più grande e potente del mondo, ed è per questo che sono controllati”.

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Foto copertina x.com


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