«Non solo il rapporto di compressione»: i segreti della Mercedes spiegati da Mazzola
09/03/2026 22:30:00 Tempo di lettura: 2 minuti

Il Gran Premio d'Australia è stato finalmente il momento in cui si sono svelate le carte dopo mesi di speculazioni, lavoro e test. Tra le molte incertezze che sono emerse, però, c'è una chiara certezza: la Mercedes è la grande favorita della stagione. Già dal sabato, infatti, il team di Brackley si è mostrato incredibilmente dominante, staccando di otto decimi il primo rivale, ossia Isack Hadjar. Alla domenica non è scappata via sin da subito, ma grazie alla strategia e alla potenza della W17 Russell è stato padrone indiscusso della seconda metà. 

Non c'erano dubbi sul fatto che la squadra di Wolff sarebbe stata molto competitiva, e dopo le prime indiscrezioni sul "trucco" del rapporto di compressione si è capito anche il perché. Sui rettilinei, la Freccia Argento viaggia a circa 10 km/h più degli altri, ed è facile additare il vantaggio proprio a questa soluzione studiata ai limiti del regolamento. Eppure, viene da chiedersi perché i team clienti non siano altrettanto forti. "La Mercedes si è presentata con un pacchetto macchina molto buono, come hanno sottolineato anche i piloti", ha spiegato Luigi Mazzola ai microfoni di Race Anatomy. 

Oltre alla componente dinamica, poi, secondo alcune fonti del paddock la vera differenza starebbe nel software della power unit, che ogni team sviluppa da sé. "Andrea Stella ha poi puntualizzato due cose. La prima è il carico aerodinamico che manca, la seconda è la gestione della carica del motore. La Mercedes ha vinto due campionati di Formula E, e noi ci stiamo avvicinando a quel mondo, quindi è possibile che ci sia stato qualche travaso, che abbiano più esperienza. Non penso sia tutto nel rapporto di compressione, che comunque aiuta", ha concluso poi l'ingegnere. Quale sia il vantaggio della soluzione lo si vedrà (forse) a giugno, con l'introduzione del test a 30°C, volto proprio a rendere "ufficialmente" illegale la power unit.

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