Allo spegnimento dei semafori del GP d'Australia c'era un'altissima tensione in ogni lato del paddock: non solo era l'inizio della stagione e di un nuovo ciclo tecnico, ma l'apprensione per un errore in partenza era alle stelle. Durante i test in Bahrain era emerso il problema del via, quando i team si sono accorti che la vecchia procedura causava un lag, e senza uno scatto fulmineo si correvano rischi gravi per la sicurezza. Per questo motivo, la FIA ha introdotto 5 secondi di "pre-partenza", nei quali i piloti portano la turbina a giri alti, permettendo al gas di scarico di bruciare e aiutare con la spinta.
Solo la Ferrari si era accorta di questo problema in anticipo e aveva avvisato anche la Federazione che, però, non ha fatto nulla. Perciò, a Maranello hanno risolto la questione da soli, puntando su una turbina più piccola.
Come evidenziato da Matteo Bobbi, questa soluzione aiuta in più parti della gara. "Si fanno le partenze con più facilità, e quando girano con pieno di carburante o in uscita dalle curve lente hanno meno lag. La Mercedes ha puntato sulla strada opposta e avrà vantaggi su circuiti super veloci e in altitudine, come in Austria o in Messico. Ne beneficerà anche nelle curve veloci o in qualifica", ha detto l'ex pilota a Race Anatomy.
Due filosofie complementari in cui non si può dire chi abbia torto o ragione, dato che nelle scelte tecniche la coperta è sempre troppo corta. Un vantaggio che la Ferrari, però, potrà ben sfruttare nelle Sprint Race, come avremo modo di osservare già da questo sabato a Shanghai.
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