Guerra in Medio Oriente, Jeddah pressa la Formula 1 per rimanere in calendario
11/03/2026 15:00:00 Tempo di lettura: 4 minuti

Il Gran Premio dell’Arabia Saudita sta facendo di tutto per mantenere il proprio posto nel calendario di Formula 1, anche se restano forti dubbi sulla fattibilità della gara a causa di quanto sta accadendo nelle ultime settimane in Medio Oriente.

Le tappe del Bahrain e di Jeddah, in programma a metà aprile, sono infatti sotto stretta osservazione per capire se sarà possibile disputare gli eventi, soprattutto dal punto di vista della sicurezza. Lo scorso 28 febbraio era già stato annullato un test Pirelli proprio sul circuito di Sakhir, dopo l’inizio delle tensioni nella regione: l’Iran aveva infatti lanciato un missile contro il centro di comando della Quinta Flotta della Marina statunitense in Bahrain, oltre ad attacchi che hanno coinvolto anche Qatar, Dubai e Abu Dhabi.

La situazione ha avuto ripercussioni anche sul traffico aereo. Permangono infatti gravi perturbazioni dei voli in diversi Stati del Golfo Persico, mentre l’aeroporto internazionale di Dubai è stato tra le infrastrutture coinvolte negli attacchi.

In questo contesto, il futuro del Gran Premio del Bahrain, previsto per il weekend dal 10 al 12 aprile, e quello dell’Arabia Saudita, in programma la settimana successiva, è stato messo in discussione. Al momento, l’ipotesi della cancellazione definitiva sembra più probabile rispetto a quella di un rinvio più avanti nel corso della stagione.

La Formula 1 continua comunque a ribadire che la situazione è sotto attenta osservazione e che c’è ancora tempo prima di prendere una decisione definitiva sul futuro dei due eventi. Tuttavia la scadenza si avvicina rapidamente, soprattutto per le necessità logistiche legate al trasporto delle attrezzature verso Sakhir per il primo dei due appuntamenti consecutivi.

Secondo quanto riportato da RacingNews365, gli organizzatori della gara di Jeddah starebbero esercitando forti pressioni per mantenere il loro posto nel calendario. Il destino del Gran Premio saudita, però, è strettamente legato a quello del Bahrain: se uno dei due eventi dovesse essere cancellato, è probabile che anche l’altro venga annullato, creando una situazione complessa per la Formula 1.

Nel caso in cui questa decisione venisse confermata, il calendario 2026 scenderebbe a 22 gare, senza eventi sostitutivi. Ciò significherebbe che nel mese di aprile non si disputerebbe alcun Gran Premio.

Nelle scorse settimane, Imola e Portimão erano state indicate come possibili soluzioni alternative. Tuttavia il circuito italiano non rappresenta un’opzione concreta: l’Autodromo Enzo e Dino Ferrari ospiterà infatti il round di apertura del Campionato del mondo endurance FIA il 19 aprile, data in cui è attualmente previsto il GP dell’Arabia Saudita.

Imola potrebbe teoricamente sostituire soltanto il GP del Bahrain, ma organizzare una gara di Formula 1 e una prova del FIA WEC in due weekend consecutivi rappresenterebbe una sfida logistica estremamente complessa per il circuito.

Di conseguenza, a meno di ulteriori cancellazioni nel corso della stagione, come quelle dei GP del Qatar o di Abu Dhabi, il mondiale di Formula 1 2026 potrebbe disputarsi su 22 gare, cosa che non accade dal 2023.

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