La cancellazione delle gare in Bahrain e in Arabia Saudita, a causa del conflitto scoppiato in Medio Oriente, non rappresenta solo un problema logistico per la Formula 1, che ora dopo la tappa di Suzuka rimarrà ferma per oltre un mese, ma comporta anche diverse implicazioni normative legate alla struttura del calendario.
Mentre alcuni elementi del regolamento si basano su date precise, come le restrizioni sui test aerodinamici che prevedono una certa flessibilità per lo sviluppo in galleria del vento, altri sono vincolati a un numero specifico di gran premi. Uno di questi riguarda la nuova Opportunità di Sviluppo e Aggiornamento Aggiuntivo (ADUO), introdotta dalla Formula 1 quest'anno per monitorare le nuove unità di potenza e verificare che non vi siano squilibri eccessivi tra i team. Attualmente, questo sistema entra in vigore ogni sei gare e offre ai costruttori in ritardo la possibilità di apportare ulteriori miglioramenti al motore.
Questa programmazione iniziale si basava sulla suddivisione dell'anno in quattro parti uguali ma, con l'annullamento di due eventi, l'intero sistema dovrà essere riorganizzato. La prima occasione per introdurre un motore evoluto sarebbe dovuta essere il Gran Premio di Miami a maggio, adesso però, secondo quanto riportato da The Race, il tutto dovrebbe slittare alla tappa di Monte Carlo prevista per il 7 giugno.
Tale ritardo non sarebbe l'ideale per i costruttori che puntano a colmare rapidamente il divario con i primi della classifica e per questo motivo, all'interno della FIA sarebbero in corso discussioni su questa potenziale complicazione. È dunque probabile che venga apportata una modifica alla tempistica in modo che la scadenza rimanga comunque vicina all'evento della Florida.
Il principio fondamentale resta quello di suddividere la stagione in segmenti uguali, quindi ciò potrebbe significare l'inserimento di alcune date fisse nel calendario o, più semplicemente, lo spostamento del numero di gare necessario per anticipare la finestra di intervento. Una data relativa al motore che invece non cambierà è quella del 1 giugno, quando saranno introdotti i nuovi controlli sul rapporto di compressione a caldo. Riguardo alla questione ADUO, seguiranno sicuramente ulteriori aggiornamenti nelle prossime settimane.
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