Non è l’inizio di stagione che ci si aspettava in casa McLaren. Il primo vero banco di prova tra Australia e Cina ha restituito un quadro complesso, fatto di problemi tecnici e limiti evidenti nella gestione gara. L’incidente nel sighting lap a Melbourne - causato da un surplus di energia dell'MGU-K - ha impedito a Oscar Piastri di prendere parte alla sua gara di casa, privando il team di un riferimento importante.
Ancor più preoccupante è stato però il doppio DNS di Shanghai: Lando Norris è stato costretto al forfait a causa di un problema alla centralina, mentre la vettura numero 81 ha evidenziato un malfunzionamento del sistema elettrico legato alla Power Unit Mercedes.

Al netto di questioni legate a software e un'ottimizzazione del motore ancora lontana dall’essere ideale, la MCL40 ha mostrato limiti strutturali più profondi. Il più evidente riguarda la gestione degli pneumatici: tra i top team la monoposto color papaya è quella che ha sofferto maggiormente il graining, fenomeno che compromette il passo gara e rende difficile mantenere una certa costanza nei tempi.
È proprio questo il fulcro: se da un lato il potenziale sul giro secco sembra bene o male esserci, dall’altro la difficoltà nel preservare le gomme rischia di vanificare qualsiasi ambizione nel breve-medio periodo. In un campionato come la Formula 1, dove ogni minimo dettaglio fa la differenza, non riuscire a controllare il degrado significa esporre il fianco a strategie limitate e prestazioni altalenanti.
Dopo due round la squadra Campione del Mondo in carica occupa la terza posizione in classifica alle spalle del duo Mercedes-Ferrari (distanti rispettivamente 80 e 49 punti) e con una sola lunghezza di vantaggio sulla Haas. Il margine per reagire chiaramente c’è, ma il rischio di scivolare in una stagione di rincorsa - ben lontana dalle ambizioni dichiarate alla vigilia - anche.
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