Chi sta facendo davvero la differenza in questo avvio di stagione è Oliver Bearman. Il giovane talento della FDA, alla sua seconda annata al volante della Haas, ha iniziato il campionato con un passo deciso e convincente, mettendo insieme 17 lunghezze complessive grazie al settimo posto conquistato in Australia e al doppio piazzamento in zona punti in quel di Shanghai: P8 nella Sprint Race e P5 nella gara principale.
Un avvio che lo proietta, almeno momentaneamente, al quinto posto della classifica piloti. Una posizione che potrebbe sembrare figlia di circostanze contingenti - complici le difficoltà di top team come McLaren e Red Bull - ma che in realtà trova la sua spiegazione nella solidità mostrata in pista dal britannico. Ollie si è presentato al via del 2026 con un approccio maturo, costruito sull’esperienza accumulata nella sua stagione da rookie, e finora ha praticamente eliminato gli errori dal proprio bagaglio.

Un rendimento che evidenzia in maniera piuttosto netta anche il confronto interno con un pilota molto più esperto come Esteban Ocon. Il francese sta vivendo un inizio di stagione più complicato del previsto, faticando nel trovare continuità di risultati e a estrarre il massimo dalla vettura nel corso di queste prime uscite.
A pesare sul suo bilancio recente è anche l’episodio che lo ha visto coinvolto in un contatto con l'Alpine di Franco Colapinto che gli è poi costato una penalità di 10 secondi. Un errore che si inserisce nell'avvio decisamente più tortuoso rispetto al compagno di squadra e che contribuisce ad accentuare il divario fin qui emerso tra i due.
Il quadro complessivo racconta - quindi - due traiettorie opposte: da un lato la crescita costante di Bearman (soprattutto in ottica futura, direzione Maranello), capace di massimizzare ogni occasione e dall’altro le difficoltà di Ocon, chiamato a reagire per riportarsi su livelli che ha già dimostrato più volte di poter tenere in carriera.
Leggi anche: Ocon duro contro il regolamento: «Non siamo sui go-kart, manca l’equità in pista»
Leggi anche: Godzilla X Haas: la collaborazione che nessuno aveva il coraggio di immaginare