La carriera di Liam Lawson in Formula 1 è ancora agli inizi, ma ha già la densità di un veterano. In appena 37 Gran Premi ha vissuto debutti improvvisi, promozioni lampo, retrocessioni brucianti e rinascite sorprendenti. È diventato, suo malgrado, il simbolo di quanto la F1 possa essere feroce e imprevedibile: un ambiente in cui un’opportunità può trasformarsi in un trampolino o in una trappola, e dove la resilienza conta quanto la velocità.
Dal primo ingresso in AlphaTauri nel 2023 , quando sostituì Ricciardo e conquistò punti a Singapore, fino alla chiamata del 2024 per rimpiazzarlo di nuovo, Lawson ha sempre risposto presente. E quando la Red Bull decise di promuoverlo accanto a Verstappen per il 2025, sembrava l’inizio di una nuova era. Ma la stessa rapidità con cui era salito lo ha riportato giù: due gare difficili e la retrocessione. Un colpo durissimo, che avrebbe potuto segnare la fine della sua parabola. Invece, Lawson ha scelto di ricostruirsi. E oggi, dopo un inverno di lavoro e un avvio di 2026 convincente, è tornato a essere uno dei giovani più interessanti del paddock.

La sua storia recente è un’altalena emotiva. Dopo aver impressionato nel 2023 e nel 2024, la Red Bull lo scelse per sostituire Sergio Perez nel 2025. Una decisione forte, che confermava la fiducia nel suo talento. Ma l’impatto fu durissimo: uscita di pista in Australia dopo una qualifica deludente, poi l’onta di diventare il primo pilota Red Bull in 20 anni a qualificarsi ultimo sia nella Sprint che nel GP in Cina. Un dato che pesa come un macigno nella cultura di Milton Keynes.
Peter Bayer, CEO della Racing Bulls, raccontò così quel momento:Lawson era rimasto «triste» e «un po’ perplesso» per lo scambio di posti, ma aveva ricevuto pieno sostegno per ritrovare la forma. Un sostegno necessario, perché la retrocessione fu una delle decisioni più drastiche mai prese dalla Red Bull. E digerirla non era affatto scontato.
Il ritorno in Racing Bulls non fu immediatamente semplice. Lawson aveva bisogno di ritrovare fiducia e continuità, e l’ambiente familiare del team lo aiutò a rimettere insieme i pezzi. La vettura, docile e costante, gli permise di lavorare senza pressioni e i risultati arrivarono: tre piazzamenti a punti in cinque gare, culminati con il quinto posto a Baku, il miglior risultato della sua carriera.
Alan Permane, team principal, spiegò così la scelta di confermarlo per il 2026: Lawson è «molto talentuoso» e la missione del team è aiutarlo a replicare i suoi picchi di forma con maggiore costanza e sotto pressione.
Il vero limite, infatti, era la gestione del weekend: un intoppo nelle libere rischiava di compromettere tutto. Per questo motivo l’inverno è stato fondamentale. I test pre-stagionali triplicati nel 2026 gli hanno permesso di lavorare su metodo, adattamento e direzione di assetto. Con 336 giri completati in Bahrain — più del doppio dell’anno precedente — Lawson ha finalmente trovato un approccio più maturo.
In quest'ottica, l'Australia, prima gara stagionale, poteva rappresentare una vera e propria doccia fredda perché non era riuscito a conquistare dei punti, mentre il compagno di squadra Lindblad, non solo è entrato in Q3 ma ha chiuso in top 10. Nonostante ciò, Lawson aveva mostrato progressi nel modo di gestire il fine settimana e in Cina è arrivata la conferma: settimo nella Sprint, settimo in gara. Risultati ancora più significativi considerando che, come ha ammesso Permane, la squadra «chiaramente non era abbastanza veloce».
Lawson ha persino respinto l’attacco della Red Bull di Isack Hadjar nelle fasi finali, mentre Lindblad era 12° e Verstappen ritirato. Un segnale forte, soprattutto dopo aver visto il suo compagno esordiente andare a punti al debutto che dimostra come Lawson sia maturato dal 2023.
Il settimo posto in Cina non è solo un buon risultato: è la prova che Lawson ha imparato a gestire la pressione, a costruire un weekend, a reagire ai colpi più duri. La sua storia non è più quella di un talento bruciato troppo presto, ma di un pilota che ha imparato a sopravvivere e a crescere in uno degli ambienti più spietati dello sport.
Ora la sfida è una sola: trasformare un weekend brillante in una serie continua di prestazioni solide. Ma se c’è un pilota che ha dimostrato di saper risalire quando tutto sembra perduto, è proprio Liam Lawson.
Leggi anche: Red Bull in affanno, ma avverte Mercedes: «Torneremo al vertice»
Leggi anche: Racing Bulls, svelata la livrea speciale per il GP di Suzuka
Foto copertina x.com
Foto interna x.com