Certezza
Pierre Gasly si conferma il riferimento dell'Alpine: dopo aver fatto la differenza nel 2025, nonostante la peggior vettura del lotto, ha aperto il 2026 con tre piazzamenti a punti in altrettante gare e una solidità ormai parte fissa del suo bagaglio.

31/03/2026 20:30:00 Tempo di lettura: 2 minuti

In una Formula 1 che va veloce Pierre Gasly è ormai una costante: produce risultati e, soprattutto, li ripete. Lo aveva già fatto nel 2025 in una stagione da incubo per l’Alpine - ultima nel Mondiale Costruttori - quando spesso riusciva a fare la differenza con la monoposto peggiore del lotto: non a caso, 22 punti su 22 della squadra transalpina hanno portato la sua firma.

Questo inizio di 2026 non ha fatto altro che confermare la tendenza: tre piazzamenti a punti nelle prime tre gare - non ci era mai riuscito in carriera - tra Australia (10°), Cina (6°) e Giappone (7°). Continuità pura, accompagnata anche da prestazioni solide in qualifica, con due settimi posti consecutivi e la prova costante di essere il cosiddetto "primo degli altri".

Quanto appena affermato non arriva dal nulla: Gasly è rimasto fiducioso durante gli anni più duri del progetto Alpine: ciò gli ha permesso di diventare non solo capitano in pista, ma anche riferimento interno in un periodo in cui la squadra scelse di concentrarsi completamente sul successivo cambio regolamentare, abbandonando lo sviluppo della monoposto per prepararsi alla rivoluzione tecnica e al nuovo sodalizio motoristico con Mercedes.

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A Suzuka è poi rimasto davanti a Max Verstappen per tutti i 53 giri del Gran Premio: un dettaglio che racconta molto della sua abilità nel tirare fuori il massimo dal pacchetto tecnico a disposizione. A fine gara ha poi dichiarato apertamente come la A526 sia di gran lunga la miglior vettura che abbia mai guidato.

In una stagione rivoluzionaria nella quale ogni weekend può sovvertire le gerarchie, Gasly si conferma quindi una presenza solida, capace di trasformare le opportunità in punti concreti per il team. E in una Formula 1 completamente nuova ma ancora fragile, il francese è quindi il pilastro su cui costruire: la sua costanza offre ad Alpine un riferimento chiaro per guardare al futuro con ambizione e fiducia.

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