Verstappen temeva già il 2026: la nuova clausola e i piani di riserva
31/03/2026 22:00:00 Tempo di lettura: 2 minuti

La Red Bull ha passato alti e bassi nelle ultime stagioni, che spaziano dai Mondiali vinti alle crisi interne. Ci sono state lotte di potere, cambi di personale e momenti di sconforto, ma la squadra è rimasta unita anche grazie alla presenza di Max Verstappen. Lui riusciva a mettere una toppa ai limiti tecnici della macchina, firmando successi in scenari insperati e dando la motivazione al suo garage. Nel 2026, però, questa storica collaborazione rischia di affrontare un ostacolo che nemmeno l'olandese può, o vuole, superare: la RB22 è piena di problemi e lontana dai rivali, il che relega il campione del mondo in posizioni a cui non è più abituato, per esempio dietro l'Alpine di Gasly, e a questo si aggiunge un regolamento complesso, con motori ancora da comprendere e duelli "artificiali". 

In questo scenario, Verstappen ha più volte ripetuto di aver perso il divertimento, e ora l'ipotesi di un ritiro non è più così lontana. "C'è una vita al di fuori", ha detto in modo criptico ai media dopo l'ennesima eliminazione in Q2, come ad avvertire che i suoi interessi stiano cambiando. A casa ha una famiglia, e già l'olandese si sta guardando attorno, tra gare al simulatore e di endurance: sarà forse un caso la sua partecipazione alla 24h del Nurburgring proprio quest'anno? A rendere lo scenario più complicato per la Red Bull ci sarebbe anche un contratto che favorisce proprio il pilota. Infatti, stando a quanto riportato da The Race, lui avrebbe una clausola d'uscita qualora non sia tra le prime due posizioni del Mondiale dopo 5 Gran Premi; uno scenario alquanto irrealistico dato che al momento è nono, dietro anche Bearman e Gasly. 

Le dichiarazioni hanno allarmato persino Stefano Domenicali, che avrebbe chiesto un incontro vis-a-vis con Verstappen. Lo convincerà a restare, per gli interessi economici della Formula 1? O chiederà critiche costruttive riguardo il ciclo tecnico che è sì in erba, ma che sembra arrovellarsi ogni giorno di più?. Perché il messaggio del pilota è chiaro: lui non ha più bisogno dello sport quanto lo sport ha bisogno di lui. 

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