Red Bull sbatte i pugni: «Così le qualifiche non sono più F1»
04/04/2026 11:52:00 Tempo di lettura: 3 minuti

La nuova era della Formula 1 avrebbe dovuto segnare un salto in avanti, un equilibrio raffinato tra tecnologia ibrida e spettacolo puro. Invece, dopo appena tre weekend, il paddock si ritrova immerso in un dibattito che cresce di giorno in giorno: qualifiche snaturate, piloti costretti a gestire l’energia più che a spingere, incidenti che sollevano interrogativi sulla sicurezza e un regolamento che sembra già sfuggire di mano.

In questo clima teso, la Red Bull rompe gli indugi e chiede un intervento deciso. Laurent Mekies punta il dito su un nodo che, secondo lui, non può più essere ignorato: il format delle qualifiche va ripensato, e il 2027 potrebbe essere l’ultima occasione per rimettere ordine in un sistema che sta tradendo la sua stessa essenza.

 

Un format che non rispecchia più la velocità della F1

Red Bull sbatte i pugni: «Così le qualifiche non sono più F1»

Le critiche non riguardano solo le gare “yo-yo”, ma soprattutto le qualifiche, diventate un esercizio di gestione energetica più che una prova di velocità pura. I piloti rallentano nei loro stessi giri lanciati, procedono per inerzia nei tratti finali e subiscono super clipping che li priva di decine di km/h. L’incidente di Ollie Bearman in Giappone ha reso evidente un problema che la FIA sta cercando di contenere con interventi d’emergenza, come la riduzione dell’energia recuperabile in un singolo giro.
Mekies sintetizza il pensiero comune:
«Vorremmo tutti vedere delle qualifiche a tutto gas, o il più possibile vicine a delle qualifiche a tutto gas».
È il primo obiettivo su cui, secondo lui, l’intero sport deve concentrarsi.

 

La necessità di una soluzione strutturale e non temporanea

La Commissione F1 si riunirà il 9 aprile per analizzare i primi tre round, ma la Red Bull guarda già oltre. Le modifiche introdotte a Suzuka e quelle possibili per Miami sono solo palliativi: il vero lavoro, secondo Mekies, deve concentrarsi sul 2027, quando le squadre avranno il tempo di adattare le vetture a un sistema più coerente.
«L’attenzione dovrebbe concentrarsi su come risolvere la questione in modo adeguato per il prossimo anno», afferma.
«Abbiamo ancora tempo per fare abbastanza se vogliamo affrontare la questione e avere qualifiche a tutto gas per il 2027».
Per Mekies, una volta ripristinata la natura delle qualifiche, anche le gare ritroveranno un equilibrio più sano, con meno “giochi” e più competizione reale.

 

Tra interventi d’urgenza e riflessioni a lungo termine, la F1 si trova davanti a un bivio: continuare a correggere un regolamento nato fragile o riscriverne parti fondamentali per evitare che la categoria perda la sua identità. La Red Bull ha lanciato il segnale. Ora tocca alla FIA decidere se ascoltarlo davvero.

 

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