Dodds senza filtri sulla nuova F1: «Più peso, più complessità e meno prestazioni»
06/04/2026 12:20:00 Tempo di lettura: 5 minuti

Nel 2026 la Formula 1 sta affrontando il cambio regolamentare più grande degli ultimi dieci anni. È infatti stato deciso che il motore termico, sarà affiancato da quello elettrico, e che entrambi avranno una ripartizione di potenza del 50-50. Dopo i primi round della stagione però la FIA potrebbe già dover correre ai ripari cercando una soluzione, poiché, soprattutto dal punto di vista della sicurezza questo potrebbe causare incidenti gravi, come già accaduto in Giappone ad Oliver Bearman.

Nei giorni scorsi, Jeff Dodds, CEO della Formula E, è intervenuto ai microfoni del podcast Business of Sport dove ha parlato della sua categoria, e del confronto con la Formula 1. Di seguito vi riportiamo le sue parole.

F1 e FE: il confronto

Dodds senza filtri sulla nuova F1: «Più peso, più complessità e meno prestazioni»

"Rispetto a noi, per la Formula 1 è molto diverso. Loro sono al 76° anno di storia. Ovviamente il motore a combustione, la tecnologia che sta alla base della Formula 1, ha circa 130 anni. Il motore automobilistico risale grossomodo agli anni Ottanta dell’Ottocento. La Formula E è al suo 12° anno ed è nata, di fatto, dall’idea di due persone: Jean Todt, che all’epoca era presidente della FIA, e Alejandro Agag, che fu il fondatore, aveva interessi in Formula 2, era membro del Parlamento Europeo e politico spagnolo. Insieme hanno costruito questo concetto di avviare una serie motoristica completamente elettrica".

"Quello che molte persone non sanno è che nell’anno in cui lo fecero, credo siano stati venduti nel mondo in totale 300.000 veicoli elettrici. Quindi l’idea di creare una serie motoristica di alto livello attorno a una tecnologia che praticamente nessuno comprava era piuttosto coraggiosa, giusto? È stata costruita in partnership con la FIA e con gli investitori. Il gruppo di investitori della Formula E era un po’ diverso allora. Oggi è posseduta prevalentemente da Liberty Global, la grande azienda statunitense. Eppure è l’unico motorsport al mondo, come campionato del mondo, che può operare sotto l’egida FIA e correre soltanto con energia elettrica. E ancora: 12 anni fa la gente avrebbe alzato le spalle dicendo “e quindi?”. Naturalmente ora stiamo entrando in un’era per la Formula 1, con il regolamento 2026, in cui il rapporto sarà 50/50 tra potenza elettrica e potenza da combustione. E credo, se non sbaglio, che quest’anno nel mondo verranno venduti tra i 15 e i 20 milioni di veicoli elettrici. È un vero punto di svolta da questo punto di vista".

Continuando Dodds ha poi aggiunto: "Questa è la storia. Sono stati 12 anni incredibili. Se Alejandro fosse qui, direbbe di essere sorpreso dal fatto che il campionato sia sopravvissuto alle prime gare, perché nei primi eventi è andato vicino al fallimento. Quindi ottenere i finanziamenti e creare qualcosa da zero, è stato molto complesso. Eppure oggi siamo qui con ben oltre 400 milioni di fan e una storia di crescita incredibile".

Guardando poi al futuro della Formula 1, e di come la categoria potrà evolversi grazie all'elettrico, il britannico ha dichiarato: "Io non sono né un fisico né un ingegnere puro, ma in realtà quello che non possono fare è eliminare il motore a combustione, perché non possono passare alla sola alimentazione elettrica. Quello che potranno fare è rendere l’unità elettrica una quota maggiore della potenza erogata, ma se non rimuovono il motore a combustione stanno semplicemente aggiungendo più peso alla macchina. Ed è quello che si vede al momento, questo rapporto peso/potenza. Se guardi la prima gara della stagione di F1, le vetture stanno chiaramente girando più lente rispetto all’anno scorso. Credo che Zak avesse detto di aspettarsi tre o quattro secondi al giro in più. Non ho controllato esattamente quanto fosse, ma girano più lente perché hanno aggiunto più peso alla macchina, aumentando la batteria e la dipendenza dalla potenza elettrica, senza però togliere il motore termico".

Concludendo poi il discorso ha  aggiunto: "Io sono un grande fan della Formula 1. Mi piace. Ho lavorato in Honda per anni e lì avevamo un team di Formula 1. La amo. La guardo. Mi siedo a guardarla con mio figlio. Ci siamo alzati presto e abbiamo guardato insieme gli highlights della gara in Australia, discutendone intensamente dopo. Siamo in competizione nel senso che molte persone trasformano il dibattito elettrico contro benzina quasi in una questione religiosa. Io la vedo come un “e”, non come un “o”, ma certamente non voglio che loro falliscano per avere successo noi. Anzi, una Formula 1 di successo è positiva per tutto il motorsport, perché alza il livello per tutti. Più persone interessate alla Formula 1, vuol dire più persone interessate al motorsport. E avere tante persone interessate al motorsport è positivo anche per noi. Quindi voglio assolutamente che abbiano successo".

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