Leclerc racconta le vittorie più emozionanti della sua carriera
09/04/2026 13:30:00 Tempo di lettura: 3 minuti

Leclerc ha svelato le vittorie più significative della sua carriera fino ad ora: Monza 2019 e Monaco 2024. Nel podcast BSMT ha spiegato l’incredibile emozione che ha provato in quei momenti, l’affetto dei tifosi, a casa sua e a casa della Ferrari.

Le strade di casa e i tifosi italiani

Parlando della più recente vittoria a Monaco, ha affermato di conservare casco e trofeo a casa sua: Ce l’ho nel salotto [il casco, ndr] , quindi lo vedo tutti i giorni, anche con il trofeo di Monaco. Quella vittoria è stata davvero speciale, insieme a Monza.”

Monaco è sempre stata una pista che mi ha affascinato. Sono le strade che percorro da quando ho 4-5 anni per andare a scuola. Aspettavo il pullman sulla griglia di partenza, quindi sono strade che vivo sin da quando sono bambino. Poter vincere su quelle strade è stato davvero incredibile”. 

A Monza tutta la settimana è davvero speciale. Come pilota Ferrari arrivi in pista e senti di avere il supporto di tutta l’Italia, che spinge la Ferrari. Vincere con tutta quella pressione addosso non è facile, ma rende il momento ancora più bello quando succede”, ha affermato.

Ma cosa ha pensato il monegasco durante l’ultimo giro? Ecco le sue parole: In quel momento non sapevo neanche come mi chiamavo. Provavo così tante emozioni che era davvero difficile restare concentrato, e quella è la cosa peggiore che possa succedere. Soprattutto in un circuito come Monaco”. 

“Mi ricordo che a Monza cominciai a guardare le tribune perché era folle, specialmente nel 2019 per la mia seconda vittoria. Però a Monaco c’erano talmente tante emozioni che era molto difficile stare sul pezzo”, ha spiegato. 

Sono le uniche due gare della mia vita - Monza 2019 e Monaco 2024 - in cui ho fatto fatica a stare nella mia bolla. Di solito sono abbastanza bravo a tenere le emozioni da parte, ha concluso. 

Trattenere le emozioni per vittorie così significative è una sfida ardua per tutti i piloti in Formula 1: non poter commettere il minimo errore fino all’ultimo giro, perché un secondo di distrazione, di “lasciarsi andare ai sentimenti” potrebbe stravolgere una gara perfetta. 

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