Leclerc si confessa al BSMT: «Il giorno in cui avrò paura mi fermerò»
09/04/2026 16:25:00 Tempo di lettura: 4 minuti

Charles Leclerc è stato protagonista dell’ultima puntata di “Passa dal BSMT”, il podcast ideato e condotto da Gianluca Gazzoli, regalando una conversazione intensa e ricca di spunti. In un momento della stagione in cui l’attenzione è quasi interamente rivolta agli sviluppi tecnici e alle dinamiche di pista, il pilota monegasco ha scelto di raccontarsi in modo più profondo, offrendo una prospettiva personale sul proprio percorso.

Dai primi giri sui kart fino alla vittoria a Monza nel 2019, successo che ha poi replicato cinque anni dopo, nel 2024, e al trionfo a Monaco nello stesso anno, Leclerc ha ripercorso le tappe fondamentali della sua carriera, intrecciando ambizioni, sacrifici e crescita personale.

Charles Leclerc tra pista e vita privata: le riflessioni del pilota Ferrari al BSMT

Nell’intimità del dialogo con Gazzoli, Charles Leclerc ha riaperto lo scrigno dei ricordi, tornando a quel giorno fatidico in pista che ha dato inizio a tutto: "Ho visto i kart e ho chiesto se potevo andare a fare un giro. Ho fatto un primo giro dietro il padre di Jules (Bianchi, ndr) con una corda attaccata tra i due kart per essere sicuro che avessi i riflessi giusti. Dopo abbiamo levato la corda e ho continuato finché non c'era più benzina". Parole che raccontano molto più di un semplice aneddoto e il legame con la famiglia di Jules Bianchi, inoltre, racconta una crescita sostenuta da chi ha creduto in lui e lo ha accompagnato da vicino, trasformando la sua ascesa in una storia che intreccia inevitabilmente destino personale e memoria collettiva. 

Uno dei passaggi più toccanti riguarda il rapporto con il padre, Hervé, figura centrale la cui assenza continua a pesare per il pilota Ferrari. Leclerc ha raccontato con disarmante sincerità il peso di quella “bugia bianca” detta sul letto di morte: "Gli ho detto che avevo firmato per la Formula 1 quando ancora non era vero. Sapevo che per lui era la cosa più importante… per fortuna ero in ritardo solo di un anno". Un gesto che va oltre la bugia, diventando un ultimo regalo a chi ha creduto in lui fin dal principio.

Parlando della trasformazione che vive una volta indossato il casco, Leclerc ha descritto una sorta di sdoppiamento: " Esistono due persone: il Charles a casa e quello che abbassa la visiera. In quel momento, l’amicizia viene messa da parte", sottolineando come la mente sia l'unica vera componente in grado di fare la differenza quando il livello tecnico è così livellato. Ed è in questo contesto che emerge la sua filosofia sulla gestione del rischio: "Il giorno in cui avrò paura mi fermerò, perché non puoi avere quel feeling se vuoi fare qualcosa di speciale".

In un’epoca dominata dai social network, Leclerc ha sorpreso spiegando la sua scelta di allontanarsene: "Non sono più sui social. Bastava un momento, positivo o negativo, e tutto il resto veniva dimenticato. Questo altera la percezione delle performance, e ho preferito costruirmi da solo il mio giudizio". Una decisione controcorrente, che evidenzia una maturità rara. 

Infine, il racconto si chiude tornando alle emozioni più difficili da gestire: "Monza 2019 e Monaco 2024 sono le uniche gare in cui ho fatto fatica a restare nella mia bolla. Vincere sulle strade dove prendevo il pullman per andare a scuola è stato incredibile". 

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Foto copertina www.youtube.com


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