Ci sono decisioni che sembrano folli fino all’ultimo istante, scelte che dividono, che espongono, che rischiano di compromettere il futuro pur di non rinunciare al presente. La Red Bull, reduce da un avvio di stagione complicato e da un 2025 vissuto in rincorsa, ha scelto proprio quella strada: continuare a spingere, a investire, a credere in un titolo che sembrava già scappato.
Una scelta che oggi presenta il conto, ma che per qualcuno — osservando da fuori — racconta molto di più di un semplice piano tecnico. Racconta un’identità, un istinto, un modo di stare in Formula 1. E soprattutto, racconta quanto sia raro avere ancora una possibilità e quanto sia pericoloso lasciarsela scivolare via.

James Hinchcliffe non ha dubbi: la Red Bull ha fatto bene a non mollare. L’ex pilota IndyCar ha elogiato la decisione del team di continuare a investire sulla vettura fino alla fine del 2025, nonostante un inizio di stagione tutt’altro che brillante.
La scuderia aveva scelto di proseguire lo sviluppo anche quando la McLaren sembrava irraggiungibile. Una scelta che ha pagato: Max Verstappen ha mancato il quinto titolo per soli due punti, mentre Lando Norris ha conquistato il suo primo campionato.
Laurent Mekies, team principal, ha ammesso che oggi la squadra sta pagando quel prezzo, dopo tre round iniziali estremamente impegnativi. Ma per Hinchcliffe, era l’unica strada sensata:
«Mi piace moltissimo. È stata la scelta giusta. Con tutti i cambiamenti in arrivo nel 2026, non si ha proprio idea di dove ci si posizionerà».
Il ragionamento è semplice: quando hai una possibilità, anche minima, devi provarci:
«Nel 2025 avevano ancora una possibilità. È così difficile avere una possibilità, essere in grado di lottare per il titolo. Se hai anche solo una remota possibilità di farlo, devi provarci».
E la Red Bull ci ha provato davvero: da -104 punti a soli due punti dal titolo.
La rimonta ha dato nuova energia al team e, secondo Hinchcliffe, ha avuto un impatto positivo anche sul pubblico:
«Penso che abbiano fatto la cosa giusta», ha detto. «Dal nostro punto di vista, ha reso la fine del 2025 molto più emozionante. Quindi, egoisticamente, è stato un bene per noi e per lo sport».
Ma non è solo una questione di spettacolo: è una questione di filosofia.
«Dal punto di vista della squadra, è stata la scelta giusta, perché quelle opportunità possono essere fugaci e bisogna coglierle al volo quando è possibile».
La Red Bull ha scelto di rischiare oggi per non rimpiangere domani. E anche se il 2026 inizia in salita, nessuno può dire che non abbiano colto la loro occasione.
La Red Bull ha pagato un prezzo, ma ha sfiorato un titolo che sembrava impossibile. Hinchcliffe vede in quella scelta non un errore, ma un atto di coraggio: la volontà di non arrendersi quando la porta è ancora socchiusa. E forse è proprio questo che distingue chi rincorre da chi, anche nei momenti più difficili, continua a credere di poter vincere.
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