In una F1 di ibridi, batterie e turbo, il cuore di molti appassionati batte ancora al ritmo dei vecchi V10.
Qualche giorno fa, sul canale YouTube di Rick van Barneveld, è stato pubblicato il video di Ingo Gerstl, al volante della Toro Rosso STR1 motorizzata V10, nelle qualifiche BossGP al TT Circuit Assen. Grazie al microfono piazzato dentro al cofano il video ci regala una sinfonia meccanica che ci riporta indietro a un’era in cui il rombo del motore era pura emozione.
Dal punto di vista tecnico, vale la pena ricordare che la STR1 nacque in un momento regolamentare molto particolare. Nel 2006 che segna il passaggio ai V8, la FIA consentì ancora l’utilizzo dei precedenti V10 da 3.0 litri, ma con limitazioni precise, tra cui una flangia di aspirazione da 77 mm e un regime massimo fissato a 16.700 giri/min. L’intento era quello di scoraggiare questa soluzione rispetto ai nuovi V8 da 2.4 litri, lasciando però una possibilità ai team con minori risorse economiche, che avrebbero potuto avere difficoltà a reperire in tempi rapidi un propulsore conforme alla nuova normativa. Alla fine, fu proprio la Toro Rosso l’unica squadra a sfruttare questa deroga, trasformando quella motorizzazione in un caso quasi unico nella Formula 1 moderna.
Oggi, mentre la Formula 1 affronta critiche feroci sulla direzione parzialmente elettrica, c’è chi riflette sul ritorno a motorizzazioni del passato. Il giro immortalato, con il suo sound graffiante, ci ricorda la passione pura di un’epoca in cui la gestione della potenza era tutta nel solo piede destro. Una nostalgia che oggi fa discutere: la F1 deve guardare al futuro o ascoltare chi sogna di nuovo un V10 urlante?