Le modifiche al regolamento 2026 sono arrivate per calmare le acque, ma non tutti sono convinti che bastino. Chi ha passato l’inverno dentro il simulatore sa che la teoria non sempre coincide con ciò che succede davvero in pista. E quando la Formula 1 cambia così tanto, ogni dettaglio può trasformarsi in un problema o in una soluzione solo apparente.

Anthony Davidson, pilota di simulatore Mercedes, ha visto da vicino cosa significano le nuove norme. E non usa giri di parole:
«Penso che nel complesso il regolamento fosse piuttosto ambizioso. Alcuni direbbero addirittura eccessivamente ambizioso, con quella ripartizione 50-50 tra motore a combustione interna e alimentazione elettrica».
Il risultato? Giri in cui la batteria non basta a compensare un motore termico sottodimensionato:
«Ora si fanno giri in cui non si ha davvero abbastanza batteria per compensare il motore a combustione interna, che ha una potenza piuttosto ridotta per spingere una vettura di F1 in pista con tutta quella resistenza aerodinamica».
Le modifiche approvate — riduzione del limite da 8 MJ a 7 MJ, superclip più potente ma più breve — cercano un equilibrio: «Non hanno potuto fare nulla di troppo drastico perché altrimenti le auto sarebbero diventate praticamente troppo lente, quindi ora ci troviamo in una sorta di via di mezzo».
Ma questa via di mezzo ha un effetto paradossale: tempi sul giro più lenti, ma più gas. Una F1 che si avvicina alla logica di F2 e F3: meno velocità, più full throttle.
Davidson apprezza almeno una cosa: il dialogo con i piloti:
«Sono davvero contento che ne abbiano parlato con loro, perché alla fine sono loro che lo sentono in macchina, proprio come ho fatto io per tutto l’inverno sul simulatore».
Molte criticità, dice, erano già state segnalate:
«Molte di queste cose le avevo già segnalate all’inizio dello scorso anno. Cose come il super clip da 350 kW, per esempio».
Ora il superclip è più potente ma dura meno:
«Invece di quella lunga e dolorosa diminuzione dei giri… ora ci sarà un andamento più lineare seguito da un calo più marcato, ma in un periodo molto più breve. Questo dissuaderà i piloti e i team dal rilasciare l’acceleratore».
Per Davidson, questa è la direzione giusta:
«Credo che abbiano trovato una soluzione migliore. È qui che, secondo me, avremmo dovuto essere fin dall’inizio».
Resta però un’incognita fondamentale: la qualità delle gare:
«Spero solo che consentano ancora i sorpassi. Su questo, per me, il verdetto è ancora in sospeso, ma spero di sì».
Le modifiche al 2026 cercano di salvare un regolamento nato troppo ambizioso. Davidson vede progressi, ma anche limiti strutturali che non spariranno con un semplice ritocco. La F1 sarà più lenta ma più guidabile, più lineare ma forse meno spettacolare. E finché non si capirà se i sorpassi resteranno possibili, il vero verdetto resterà sospeso.
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