Il CEO della Formula 1 Stefano Domenicali ha rivelato come la categoria e i motoristi che ne fanno parte siano aperti alla possibilità di utilizzare dei propulsori "diversi" in futuro.
Gli attuali motori ibridi 50-50 sono stati presentati nel 2022 e avevano l'obiettivo di attirare nuovi costruttori nel Circus, con Audi che si è impegnata come scuderia ufficiale e Ford che si è unita come partner tecnico di Red Bull Powertrains. General Motors invece utilizzerà la propria unità di potenza a partire dalla stagione 2029 per la Cadillac, mentre anche Honda è stata convinta a rientrare come squadra ufficiale, in partnership con Aston Martin, con regole pensate per essere rilevanti per il mercato automobilistico per gli OEM.
Guardando al passato, uno dei più grandi cambi per quanto riguarda il motore, lo abbiamo avuto a metà degli anni 2010, quando i vecchi motori V8 aspirati vennero sostituiti dai V6 turbo ibridi da 1,6 litri del 2014, poiché il mercato automobilistico si concentrava sulla tecnologia ibrida.
Tuttavia, al giorno d'oggi, c'è stato un ulteriore passaggio verso i carburanti sostenibili e rinnovabili, con una benzina che da questa stagione sarà sostenibile al 100%, alimentando inoltre la speranza che i motori V8 o V10, utilizzati l'ultima volta nel 2005, possano tornare e funzionare con i nuovi carburanti.
Spiegando la posizione della F1, Domenicali ha illustrato in dettaglio come un cambiamento "nell'ecosistema" dei costruttori abbia reso possibili tali discussioni, con l’italiano desideroso che la F1 continui la sua tradizione di promuovere e far progredire le nuove tecnologie.
"Ad essere onesti, non è un problema", ha detto Domenicali a The Race quando gli è stato chiesto se la F1 dovesse essere meglio preparata a identificare le potenziali conseguenze dei cambiamenti di regolamento in futuro. "C'era un motivo per cui abbiamo dovuto seguire questa direzione; altrimenti non staremmo parlando più di Formula 1, e nessun costruttore sarebbe stato disposto a partecipare".
"Ora però i costruttori hanno capito che le future unità di potenza nell'automobilismo potrebbero essere diverse, ed è un aspetto che fa parte dell'evoluzione. L'ecosistema è cambiato così rapidamente da essere impressionante. D'altra parte, però, non lo vedo come un problema, e c'è sempre l'opportunità di capire come massimizzare le prestazioni. Alla fine dei conti l'attenzione è su chi è il miglior pilota con il miglior prodotto tecnico disponibile".
Continuando l'imolese ha aggiunto: "Penso che in questo senso nulla sia cambiato. Se si guardano i commenti del passato, ogni volta che c'è stato un cambiamento di regolamento, ci sono state molte discussioni sul perché lo si fosse fatto, ma alla fine della giornata, la gente vuole vedere i migliori piloti gestire e affrontare le cose nel miglior modo possibile. Dal punto di vista tecnico, c'è stata una grande evoluzione, e se si confronta il passato con oggi, una delle novità intrinseche alla natura del nostro business è quella di porre l'attenzione sullo sviluppo della tecnologia da utilizzare in F1".
"Quindi questo rimarrà il nostro obiettivo principale, e credo che la lezione che stiamo imparando sia che questo sarà il futuro. Il nostro obiettivo sono i tifosi, e se perdiamo di vista questo, sarà solo un esercizio tecnico senza alcuna rilevanza per la stragrande maggioranza delle persone”.
Leggi anche: Anche Brown benedice il ritorno di Horner, prende piede la pista Alpine
Leggi anche: Da Miami qualifiche migliori: la promessa di Domenicali
Foto copertina x.com