Nel mese di pausa che la Formula 1 ha vissuto a causa della guerra in Medio Oriente, molto importanti sono state le parole degli addetti ai lavori e dei protagonisti del paddock per tenere alta l'attenzione dei tifosi e il focus sui temi caldi della massima serie in vista della ripresa delle competizioni a Miami, a inizio maggio. Tra le parole che più hanno fatto parlare e che più sono state apprezzate ci sono quelle rilasciate a The Race dal presidente e CEO di F1, Stefano Domenicali. Uno scambio in cui i giornalisti hanno posto domande di livello al manager imolese, e lo stesso ex Ferrari è stato onesto e diretto, meno diplomatico del previsto, nelle risposte. Una nota di merito in un periodo in cui è sempre più difficile porre domande sensate e ottenere risposte vere, sincere.
Proprio per questo l'intervista ha suscitato molte reazioni, com’era lecito attendersi. Ed è bene porre l'attenzione su questi passaggi per provare a capire meglio quale sia la vera direzione che la F1 sta prendendo e verso quali tifosi si stia indirizzando, specie in una fase di profonda trasformazione della serie.
L'avvio della nuova annata, infatti, ha coinciso con il debutto del nuovo regolamento tecnico, che ha portato in pista monoposto con profonde novità sia a livello aerodinamico sia motoristico. Un passaggio interessante delle dichiarazioni del boss della F1 ha riguardato il malcontento dei tifosi storici sulle nuove auto e le teorie complottiste sugli onboard oscurati per nascondere il famoso superclipping nelle prime gare del 2026.
Questa la risposta di Stefano Domenicali: “Grazie per la domanda. Le persone non hanno molto da fare, onestamente. Pensare che stiamo proteggendo o nascondendo qualcosa è assurdo. Questo è il nostro pacchetto, quello che vogliamo mostrare alla gente. Voglio uscire da questa negatività, non la percepisco. Detto questo, ascoltiamo tutti, mi conoscete. Non sto urlando e non sto chiudendo la porta non ascoltando pareri. Ascoltare anche queste persone che evocano questo tipo di teorie del complotto è sempre importante perché tutti possono insegnarci qualcosa, ma ovviamente deve esserci qualcuno che fa la sintesi e che abbia una visione d’insieme per gestire la situazione”.
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