La Sprint di ieri ci ha tenuto con il fiato sospeso fino all'ultima curva, quando poi è stato il leader del campionato Nikola Tsolov a spuntarla sull'olandese Laurens Van Hoepen. La corsa breve, senza pit stop, ha visto tantissimi duelli lungo il tracciato cittadino di Miami, con però anche altrettanti ritiri e colpi di scena, primo su tutti lo stallo di Kush Maini ancor prima che il giro di formazione iniziasse.
Oggi l'indiano, autore della pole position, partirà dalla prima piazza, affiancato poi dal campione in carica della Formula 3 Rafael Camara. Alle loro spalle troviamo invece Martinius Stenshorne e Alexander Dunne. Il nostro unico rappresentante, Gabriele Minì, supportato dall'Alpine scatterà invece in quinta piazza.
Oggi la gara, come già si prevedeva, è stata caratterizzata dalla pioggia. Nonostante sia stata anticipata di addirittura tre ore per scongiurare il pericolo di temporali e fulmini, il tracciato del Miami International Autodrome è stato colpito da una pioggia pesante che ha costretto la direzione gara, per motivi di sicurezza, a far eseguire i giri di formazione dietro la safety car. Il primo colpo di scena è però arrivato ancor prima che le macchine si mettessero in moto. La diretta televisiva si è aperta infatti sulle immagini della monoposto di Roman Bilinski ferma a bordo pista con i marshall impegnati a rimuoverla.
Durante il primo giro di formazione dietro la vettura di sicurezza è poi arrivata una seconda notizia, Martinius Stenshorne, che partiva dalla terza piazza, è stato penalizzato con uno stop and go per aver infranto le procedure di partenza comunicate dal direttore di gara. La penalizzazione è però arrivata non per colpa sua, ma a causa di un meccanico del suo team che stava ancora lavorando alla monoposto dopo il segnale ultimo.
Dopo tre giri dietro la Safety Car la direzione corsa ha poi deciso di far partire i ventuno piloti rimasti direttamente dalla griglia con una standing start. Allo spegnimento dei cinque semafori Kush Maini è scattato benissimo con Rafael Camara che invece ha fatto pattinare le proprie gomme, perdendo la posizione nei confronti di Martinius Stenshorne. In curva uno però Tasanapol Inthraphuvasak e il leader del campionato Nikola Tsolov si sono agganciati tra di loro con quest'ultimo che ha dovuto alzare bandiera bianca.
Per rimuovere poi la vettura è stato necessario l'intervento della Safety Car, con tutti i piloti che sono stati obbligati a passare dalla pit lane cosi da permettere le operazioni dei marshall in sicurezza. Proprio mentre lo schieramento imboccava l'ingresso box Camara e Maini hanno però continuato a girare in pista, non avvertiti della comunicazione dei commissari.
Poco prima che la vettura di sicurezza lasciasse il tracciato al termine del terzo giro i commissari hanno poi comminato 10 secondi di penalità al giovane thailandese, ritenuto colpevole dell'incidente avvenuto al primo giro con Tsolov.
Mentre tutti si preparavano a ripartire Martinius Stenshorne ha poi deciso di andare subito al box per scontare la sua penalità, ma proprio pochi secondi dopo, Oliver Goethe, compagno in MP Motorsport di Gabriele Minì, ha perso il controllo della sua monoposto finendo contro il muro e costringendo la direzione corsa ad attivare la virtual safety car.
Una volta sventolata la bandiera verde Dino Beganovic è poi riuscito ad attaccare il pilota palermitano, proprio mentre la direzione gara informava come Kush Maini, Rafael Camara, Oliver Goethe e proprio il nostro italiano sarebbero stati investigati dopo la gara per le infrazioni fatte in regime di safety car.
Al giro 11 la vettura di sicurezza è stata nuovamente richiamata in pista quando Alexander Dunne, impegnato a sorpassare l'alfiere dell'Alpine, è andato lungo in curva 17 ritirandosi.
completato il giro 12 la gara è poi passata "a tempo", visto il protrarsi troppo a lungo della competizione. Quando il timer segnava i 23 minuti la safety car è nuovamente tornata ai box, permettendo a tutti di tornare a correre.
Dopo solamente un giro, alla stessa curva dove pochi minuti prima si era andato ad incagliare l'irlandese della Rodin, sono stati protagonisti di un altro icidente Martinius Stenshorne e Nico Varrone, costringendo ancora una volta la Safety Car a rientrare in pista. Durante questa neutralizzazione Durksen, Herta e Bennet sono rientrati ai box cedendo la leadership della corsa a Camara, seguito da Beganovic e Leon.
Da segnalare inoltre come a Tasanapol Inthraphuvasak la direzione corsa abbia comminato un ulteriore drive-through per non aver scontato bene la precedente penalità.
Mentre le schermaglie in pista proseguivano, nelle retrovie Cian Shields ha perso il controllo della vettura, terminando la corsa contro il muro costringendo ancora una volta la Safety Car ad entrare in pista a dieci minuti dal termine, proprio mentre John Bennet, alfiere della Trident rientrava in pit per montare le gomme slick, prima di perdere la vettura dopo solamente una tornata, e decidendo dunque di rimontare le coperture da bagnato.
A cinque minuti dal termine è stata data nuovamente la bandiera verde con i primi tre che si sono dati battaglia ad ogni metro disponibile. Quando mancava un minuto, in curva uno Rafael Camara ha attaccato Dino Beganovic, calcolando male le distanze e favorendo proprio lo svedese che ne ha approfittato diventando leader, mentre il brasiliano, uscito di pista, precipitava al terzo posto con Minì davanti a lui. All'ultimo giro poi il palermitano ha sorpassato il rivale della DAMS terminando per primo una corsa americana pazza.
Il pilota di Marineo della MP ha poi voluto dedicare il suo trionfo ad Alex Zanardi, scomparso venerdì notte. Questo il suo team radio: "O mio Dio, o mio Dio... Questa è per Alex".
Gabriele può ora festeggiare, ma non completamente: il pilota è infatti ancora sotto investigazione da parte dei commissari per l’episodio che lo ha visto coinvolto insieme a Goethe, Durksen e Camara, quando non ha transitato dalla pit lane seguendo le direttive della direzione gara. seguito vi riportiamo la classifica completa della Feature Race di Miami.
| Posizione | Pilota | Scuderia | Best |
|---|---|---|---|
| 1 | Gabriele Mini | MP Motorsport | 1:56.041 |
| 2 | Dino Beganovic | DAMS | 1:56.035 |
| 3 | Rafael Camara | Invicta | 1:55.796 |
| 4 | Noel Leon | Campos | 1:56.278 |
| 5 | Kush Maini | ART GP | 1:56.525 |
| 6 | Ritomo Miyata | Hitech | 1:57.249 |
| 7 | Mari Boya | Prema | 1:57.866 |
| 8 | Colton Herta | Hitech | 1:58.193 |
| 9 | Sebastian Montoya | Prema | 1:58.646 |
| 10 | Joshua Durksen | Invicta | 1:56.898 |
| 11 | Laurens Van Hoepen | Trident | 1:57.980 |
| 12 | Emerson Fittipaldi | AIX | 1:59.427 |
| 13 | Nico Varrone | VAR | 1:57.466 |
| 14 | John Bennett | Trident | 1:55.879 |
| 15 | Tasanapol Inthraphuvasak | ART GP | 1:58.619 |
| DNF | Cian Shields | AIX | 1:59.284 |
| DNF | Martinius Stenshorne | Rodin | 1:57.143 |
| DNF | Rafael Villagomez | VAR | 1:58.920 |
| DNF | Alexander Dunne | Rodin | 1:57.761 |
| DNF | Oliver Goethe | MP Motorsport | |
| DNF | Nikola Tsolov | Campos | |
| DNS | Roman Bilinski | DAMS |
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