Il weekend di Miami non ha offerto solo spunti tecnici e aggiornamenti in pista: a catalizzare l’attenzione del paddock è stato anche il futuro di Gianpiero Lambiase, figura chiave della Red Bull e prossimo rinforzo McLaren dal 2028. Una frase pronunciata da Laurent Mekies ha riacceso nel giro di poche ore un caso che sembrava archiviato, riportando al centro del dibattito il ruolo che l’ingegnere ricoprirà a Woking e costringendo i due team a un confronto diretto per evitare che le interpretazioni si trasformassero in tensioni aperte. Nel cuore dell’Hard Rock Stadium, tra hospitality e incontri a porte chiuse, Red Bull e McLaren hanno cercato di riportare ordine in una vicenda che, nel giro di un giorno, aveva già iniziato a prendere una piega inattesa.

La tensione è esplosa venerdì, quando Mekies ha lasciato intendere che Lambiase — storico ingegnere di pista di Max Verstappen — fosse destinato a diventare team principal McLaren. Una dichiarazione che ha immediatamente contraddetto la versione ufficiale della scuderia di Woking, che da settimane ribadisce come Lambiase ricoprirà il ruolo di chief racing officer, riportando all’attuale team principal Andrea Stella. Infatti, la McLaren ha confermato anche a Miami che non è previsto alcun cambio al vertice: Lambiase affiancherà Stella, assumendo parte delle responsabilità operative per consentirgli di concentrarsi maggiormente sulla gestione strategica del team.
Le parole di Mekies hanno però generato reazioni immediate. Zak Brown ha commentato che il collega Red Bull «sa qualcosa che io non so», lasciando trasparire sorpresa e irritazione. Nel corso del weekend, Brown è stato visto entrare nell’hospitality Red Bull all’interno dell’Hard Rock Stadium per un confronto diretto con Mekies e con il CEO Oliver Mintzlaff.
Secondo quanto riferito dopo la gara, l’incontro ha permesso di riportare la situazione su toni più distesi. «Nessuno di noi voleva trasformare la questione in un botta e risposta», ha spiegato Mekies. «Ne abbiamo parlato tranquillamente, come facciamo sempre, e siamo andati avanti».
Resta confermato il piano temporale: Lambiase rimarrà in Red Bull fino alla fine del 2027. La scuderia ha inoltre respinto nuovamente l’idea di una “fuga di cervelli”, dopo le recenti partenze di figure chiave come Rob Marshall, Will Courtenay e Adrian Newey, oltre al licenziamento di Christian Horner. Mekies ha sottolineato che il team sta lavorando per trattenere e far crescere i talenti interni.
«Abbiamo già i migliori, reparto per reparto», ha dichiarato, citando Ben Hodgkinson per il motore e Pierre Waché per il telaio.
«Quando possibile, promuoviamo dall’interno. E, se sarà necessario integrare competenze specifiche dall’esterno, lo faremo».
Lambiase sarà il terzo membro di alto profilo a passare da Red Bull a McLaren negli ultimi anni, confermando la strategia aggressiva della scuderia inglese nel rafforzare la propria struttura tecnica. É per questo motivo che il "caso Lambiase" mette in evidenza un tema più ampio: la gestione dei talenti è diventata una partita strategica tanto quanto lo sviluppo della vettura. McLaren e Red Bull hanno ricomposto la narrazione, ma Miami ha mostrato quanto sia sottile il confine tra comunicazione e percezione in un paddock dove ogni parola può spostare equilibri.
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