Il weekend di Miami, grazie alla lunga pausa di aprile, è stata l’occasione perfetta per introdurre dei cospicui pacchetti d’aggiornamenti, che in alcuni casi hanno permesso alle squadre di fare un bel salto di performance rispetto ai primi appuntamenti della stagione.
McLaren, Ferrari e Red Bull sono i team che hanno portato il numero maggiore di upgrade, ma la casa di Woking è senza dubbio quella che è progredita di più. Il salto prestazionale, complice anche l’atteggiamento attendista della Mercedes (per lei il pacchetto di aggiornamenti arriverà in Canada, prossimo appuntamento iridato), è finito sotto agli occhi di tutti: doppietta nella Sprint e doppio podio in gara.
La squadra capitanata da Andrea Stella ha lavorato sodo e non ha nemmeno finito di raccogliere i propri frutti. Lo step fatto a Miami è derivato dalla sola prima parte delle evoluzioni ultimate nel mese di aprile. La seconda sopraggiungerà a Montreal e a quel punto potremo farci un’idea della portata di quello che sarà il vero confronto tra Mercedes e McLaren nei restanti appuntamenti.

A Woking sono stati travolti da una ventata di euforia, tanto che a Miami, Stella e Brown hanno parlato di poter ripetere l’impresa fatta nel 2024. Un recupero che nonostante il brutto avvio di stagione, ha portato alla conquista del titolo costruttori.
Le aspettative della squadra hanno delle basi solide. Sicuramente, l’inizio del mondiale 2026, per quanto brutto (a causa dei continui problemi di affidabilità) non è nemmeno lontanamente paragonabile al 2024. La McLaren è già molto forte adesso e sicuramente migliorerà ancora. Il che fa sorridere tutto l’ambiente papaya.
C’è però una brutta notizia. L’avversario di oggi, ovvero la Mercedes, non è la Red Bull. E questo non per screditare il team austriaco. Viviamo tempi diversi, con dinamiche diverse.
Nel 2024 si puntava prevalentemente nell’incentrare la maggior parte dello sviluppo ad inizio anno, per poi andare scemando. Allora la McLaren fece una programmazione diversa perché aveva visto del buono nel lavoro che stava facendo e ci ha creduto. Quest’anno, crederci, potrebbe non bastare. Questo perché, essendo alle prese con un nuovo regolamento, i team, sono sostanzialmente tutti sulla stessa barca.
In questo la Mercedes 2026 non è la Red Bull del 2024. La casa di Stoccarda ha avuto un avvio brillante di stagione e se porterà gli aggiornamenti con continuità, anche se con meno frequenza degli avversari, ha buone possibilità di restare al vertice. A volte si dimentica che serve a poco la quantità, se manca la qualità.
Infine, la Mercedes non è la Red Bull nemmeno in quanto a piloti. I risultati conquistati dal team di Milton Keynes nel 2024 e 2025 (soprattutto 2025) sono dipesi quasi esclusivamente da Verstappen e sembrerebbe che a Stoccarda non stiano vivendo propriamente la stessa situazione. Russell ha vissuto due weekend difficili, ma lui stesso, si dice pronto a tornare in carreggiata al più presto. Recuperare terreno, per la McLaren, non sarà affatto semplice.
Foto: McLaren
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