Brown scrive alla FIA e attacca Red Bull: «Così si lede l'integrità sportiva»
15/05/2026 10:30:00 Tempo di lettura: 3 minuti

L’amministratore delegato della McLaren, Zak Brown, ha recentemente inviato una lettera dai toni molto duri al presidente della FIA, Mohammed Ben Sulayem, chiedendo regole più stringenti per limitare le alleanze tra team.

Da tempo Brown critica apertamente la doppia proprietà nel Circus, facendo riferimento al caso Red Bull GmbH, che controlla sia la Red Bull Racing che la Racing Bulls. Una situazione che, secondo l’americano, rischia di compromettere l’equità sportiva.

Già ad aprile, il CEO della McLaren aveva sottolineato come la multiproprietà, vietata in molti altri sport, come il calcio, rappresenti "un alto rischio per l’integrità della competizione", pur riconoscendo che in passato queste strutture avevano una loro utilità in un contesto economicamente più fragile.

Nella lettera indirizzata alla FIA, Brown entra però nel dettaglio, citando episodi recenti che, a suo dire, metterebbero in discussione la reale indipendenza tra le due squadre legate a Red Bull. Tra questi, il Gran Premio di Singapore 2024, dove Daniel Ricciardo, allora in forza alla Racing Bulls, effettuò un pit stop all’ultimo giro per conquistare il giro più veloce, sottraendolo a Lando Norris. Una mossa che tolse un punto prezioso in ottica mondiale e favorì indirettamente Max Verstappen nella corsa al titolo.

Brown ha inoltre richiamato quanto accaduto nel Gran Premio di Miami 2026, dove la Racing Bulls ordinò a Liam Lawson di cedere la posizione a Verstappen, dopo che quest'ultimo aveva perso il controllo della sua vettura pochi metri dopo la partenza andando in testacoda, alimentando ulteriori sospetti su dinamiche di squadra non del tutto indipendenti.

Nel mirino dell'americano però c'è finita anche la gestione del personale: il passaggio di Laurent Mekies dalla Racing Bulls alla Red Bull a metà 2025, senza alcun periodo di “gardening”, è stato messo a confronto con il trasferimento di Rob Marshall verso McLaren, avvenuto invece dopo nove mesi di attesa e un significativo indennizzo.

Secondo Brown, episodi come questi rafforzano la percezione che i "firewall" interni tra team sotto la stessa proprietà non siano sufficientemente solidi, con possibili vantaggi anche nello sviluppo tecnico, dalla galleria del vento al software.

Dal canto suo, Ben Sulayem ha confermato che la FIA sta valutando la questione: "Finché non si cerca di influenzare il potere di voto sui regolamenti, forse può andare bene. Ma personalmente non credo che possedere due team sia la strada giusta. È un tema complesso e lo stiamo analizzando".

Brown ha infine ribadito la propria disponibilità a collaborare con la Federazione per approfondire il tema, spingendo per una revisione normativa che possa garantire una competizione più trasparente e realmente indipendente.

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