Madring, il circuito che «cresce» ogni giorno
21/05/2026 10:30:00 Tempo di lettura: 4 minuti

Madring cambia volto giorno dopo giorno: nuovi strati di asfalto, nuovi dettagli, nuove forme che emergono da una pista ormai riconoscibile. Mancano pochi mesi al debutto di settembre, ma il circuito mostra già la sua identità definitiva, tra pendenze impressionanti e un tracciato che smentisce ogni etichetta di “urbano”.

Ogni giorno spunta un nuovo dettaglio su una pista che, sulla carta, è già completa. Madring, futuro teatro del Gran Premio di Spagna dal 2026 al 2035, sta vivendo le sue ultime settimane di trasformazione prima del debutto dell’11-13 settembre.
Se la scorsa settimana Carlos Sainz ha percorso il primo giro su una Mustang GT, questa settimana i lavori hanno mostrato un’accelerazione evidente: è stato steso l’ultimo strato di asfalto, quello su cui tra meno di quattro mesi correranno le monoposto.

 

Un circuito vero, non urbano

Madring, il circuito che «cresce» ogni giorno

Le insinuazioni su un tracciato urbano o semiurbano sono state smentite dai fatti.
Dal primo tunnel alla salita verso le Cárcabas, Madring si apre in una sequenza di curve veloci e ampie che ricordano i circuiti più classici. Non ci sono lunghi rettilinei, tranne quello tra curva 3 e curva 4, ma non è affatto una pista lenta: anzi, è sorprendentemente rapida.

Ha anche un vantaggio rispetto a Suzuka, Spa, Silverstone o Monza: non ci sono punti in cui le batterie si scaricano completamente, evitando il fenomeno del “superclipping” che ha segnato l’arrivo dei motori 2026. Due zone di sorpasso saranno particolarmente spettacolari, mentre l’unico tratto “urbano” è la comodità: si potrà arrivare in metropolitana in venti minuti dalla Gran Vía o dalla Puerta del Sol.

 

La Monumental, i padiglioni e il cuore del circuito

Dopo la Monumental e il tratto più fluido del circuito — curve 13, 14 e 15, con vie di fuga enormi — si arriva all’ultimo tunnel, curva 17. Qui gli operai stanno completando l’asfaltatura dell’area dei padiglioni dell’Ifema, che sarà consegnata alla FIA il 31 maggio, come previsto fin dall’inizio.

Da una strada di servizio si torna verso curve 1 e 2, dove appare uno dei punti più iconici: il nuovo edificio dei box, costruito in tempi record e già in fase di vetratura ai piani superiori. Sotto si distinguono le porte dei garage, pronti ad accogliere le vetture dal mercoledì del GP fino alla domenica sera.
L’edificio resterà lì per dieci anni, come l’intero tracciato. Solo tribune e fan zone saranno montate e smontate.

L’essenziale è ormai pronto. Nei prossimi tre mesi arriveranno i dettagli. Madring non è più un progetto: è un circuito che si può già percorrere, in auto o a piedi.

Foto copertina x.com

Foto interna x.com

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