Che Max Verstappen non sia amante delle regole lo si sapeva dal primo minuto che entrò nel paddock. Col passare del tempo, i Mondiali vinti e i suoi numeri in pista, il campione ha consolidato ancora di più il suo status, tanto che ora non si fa problemi a dettare legge, specialmente davanti ai media. Lo si è visto a Singapore due anni fa, quando spostò la conferenza stampa all'aperto per non dover sottostare alla regola della FIA riguardo il linguaggio. O quando a Suzuka quest'anno cacciò un giornalista dalla sua press conference poichè lo aveva criticato a dicembre dell'anno prima.
Ora nel mirino della sua lingua tagliente è finito Juan Pablo Montoya, che da qualche mese lavora come opinionista per la stessa Formula 1. In occasione degli ultimi Gran Premi, il colombiano se ne è uscito con alcune critiche al campione, come quando definì la sua rimonta a Miami "solo fortuna". O come quando disse che lo sport avrebbe dovuto bandirlo per le sue continue lamentele.
"Non so quale sia il suo problema, e ho pochissima pazienza con chi dice un sacco di sciocchezze. Non capisco perché gente del genere venga pagata dalla dirigenza della Formula 1, di certo non si vuole una persona del genere nel paddock, che spara un sacco di fesserie. Credo che sia una questione di: "Dico qualcosa di diverso da tutti gli altri, così divento rilevante". Non mi dà fastidio più di tanto; è un problema suo. Io vivo la mia vita e non lascio che mi influenzi", ha detto al De Telegraaf Verstappen. Attendiamo ora la risposta di Montoya, dall'alto delle sue 7 gare vinte.