Antonelli, un secondo posto che pesa: il potenziale c’è, il giro no
23/05/2026 11:32:00 Tempo di lettura: 4 minuti

La Mercedes esce dalla Sprint Qualifying di Montréal con un segnale che vale più del risultato: la macchina risponde, l’aggiornamento funziona e la prima fila bloccata da George Russell e Kimi Antonelli racconta un team che sta finalmente entrando nella fase giusta del proprio sviluppo.
Non tutto è chiaro, non tutto è risolto, ma il quadro è più solido di quanto non fosse poche settimane fa.

 

Antonelli: una sessione caotica, un risultato pesante

Antonelli, un secondo posto che pesa: il potenziale c’è, il giro no

La prestazione di Antonelli arriva al termine di una sessione che lui stesso definisce “confusa”, e proprio per questo assume un peso diverso.

«Il giro è stato abbastanza brutto, ad essere onesto. La sessione non è stata per niente pulita. Ho commesso un errore in SQ2 e sono finito sull’erba; questo mi ha un po’ scomposto. Poi ho deciso di fare il primo tentativo con le soft senza fare un giro di preparazione e le gomme erano un po’ fredde. È stata solo una sessione confusa, ma siamo comunque secondi e molto vicini. Il potenziale c’è sicuramente, e faremo meglio domani».

È un Kimi diretto, autocritico, ma anche consapevole: se il giro non è perfetto e sei comunque lì, significa che la macchina ha fatto un passo vero.
E che lui, nel caos, ha già imparato a restare dentro la prestazione.

 

Shovlin: aggiornamento convincente, ma il distacco va interpretato

Dal muretto, Andrew Shovlin mette ordine nella giornata: l’aggiornamento funziona, ma non va sopravvalutato.

«È stato un solido inizio di weekend ed è bello chiudere la giornata con la pole dello Sprint e il blocco della prima fila. Abbiamo avuto il kit di aggiornamento fin dall'inizio di FP1 e finora sembra comportarsi come prevedevamo. Il ritmo in quella prima sessione è stato incoraggiante, soprattutto con la Soft, ma abbiamo ancora difficoltà a generare abbastanza temperatura per ottenere il massimo grip».

Poi arriva il punto più delicato: il distacco.

«In qualifica, come ci aspettavamo, i nostri competitor si sono avvicinati; un gap di 0,3s dal diretto avversario è di solito abbastanza buono su un tracciato corto come questo, ma Lewis è stato molto forte nella prima metà del giro, quindi c'è sicuramente qualcosa da capire perché il distacco finale potrebbe non essere pienamente rappresentativo».

Tradotto: la Mercedes è davanti, ma il margine reale potrebbe essere più sottile. E la lettura del giro di Lewis Hamilton suggerisce che c’è ancora qualcosa da mettere a posto.

Guardando al resto del weekend, Shovlin resta pragmatico.

«Sarà interessante vedere come si comporta la macchina sui long run nello Sprint di domani. Le condizioni per domenica sembrano più fresche e possibilmente bagnate, quindi dovremo considerarlo in eventuali ulteriori set-up prima della qualifica».

È la Mercedes di sempre: quando è forte, non si accontenta; quando è in crescita, non accelera il giudizio.

 

La Sprint Qualifying di Montréal consegna una Mercedes più solida, più leggibile, più vicina a ciò che vuole essere.
Antonelli è veloce anche in una sessione caotica, Russell capitalizza, l’aggiornamento risponde.
Ora il team deve trasformare questi segnali in ritmo gara, gestione e continuità. Il Canada, con il suo meteo incerto e i suoi long run rivelatori, dirà quanto questo passo avanti sia davvero strutturale.

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