Il quinto e sesto posto ottenuti dalla Ferrari nella Sprint Qualifying del GP del Canada non rappresentano certo il risultato ideale per una squadra che continua a rincorrere la vittoria, ma allo stesso tempo non possono essere liquidati come una semplice delusione. Anzi, osservando il contesto tecnico del weekend e gli sviluppi portati dagli avversari, il bilancio della prima serata di Montreal appare molto meno negativo di quanto dica la classifica finale.
La SF-26 arrivava infatti su una pista che, almeno sulla carta, sembrava una delle peggiori possibili per le caratteristiche della monoposto (e del motore) di Maranello. Lunghi rettilinei, forti accelerazioni, continue ripartenze lente e la necessità di massimizzare l’efficienza energetica della power unit erano elementi che rischiavano di mettere ulteriormente in evidenza il deficit prestazionale della Ferrari rispetto a Mercedes, McLaren e persino Red Bull.
Le indicazioni emerse a Miami avevano già acceso più di un campanello d’allarme. La Mercedes aveva dominato il weekend mostrando una superiorità molto netta soprattutto sul fronte della gestione energetica, mentre la McLaren era riuscita a rilanciarsi con decisione grazie agli aggiornamenti introdotti dopo i primi appuntamenti. Anche la Red Bull aveva portato novità mirate per continuare a migliorare una vettura che sembra estremamente competitiva soprattutto sul fronte Power Unit.
La Ferrari invece si è presentata a Montreal senza ulteriori sviluppi tecnici. Nell’elenco FIA degli aggiornamenti il nome della Scuderia è associato a una scheda vuota, segnale evidente della volontà del team di concentrarsi soprattutto sulla comprensione del pacchetto introdotto a Miami piuttosto che aggiungere immediatamente nuove variabili (anche perché non tutto ha funzionato come ci si aspettava).
Ed è proprio questo uno degli aspetti più interessanti emersi venerdì. Pur senza aggiornamenti, la Ferrari è riuscita a mantenere sostanzialmente invariato il distacco dai rivali diretti. L'agevole prima fila Mercedes, con George Russell davanti ad Andrea Kimi Antonelli, certifica certamente l'ulteriore salto in avanti della squadra di Brackley, ma osservando il quadro generale il gap della Ferrari non si è trasformato nel tracollo che molti si aspettavano su un tracciato così penalizzante.
La SF-26 ha anzi mostrato segnali incoraggianti soprattutto con le gomme medie. Lewis Hamilton è riuscito a inserirsi stabilmente nelle posizioni di vertice durante SQ1 e SQ2, arrivando addirittura a chiudere davanti a tutti nella prima fase della sessione. Un comportamento che conferma come il pacchetto visto a Miami abbia probabilmente ampliato la finestra di utilizzo della monoposto, migliorandone il bilanciamento e rendendola più prevedibile nelle condizioni di medio carico.
Il vero limite è emerso invece con la gomma soft, quando Mercedes e McLaren sono riuscite a trovare un incremento di prestazione superiore rispetto alla Ferrari. In SQ3 le rosse non sono state in grado di fare lo stesso passo avanti dei rivali e il distacco finale di circa tre decimi e mezzo ha relegato Hamilton e Leclerc in terza fila. Su una pista dove il rischio era quello di vedere la Ferrari scivolare lontana dalla lotta di testa, ritrovarsi comunque relativamente vicini alle vetture migliori e davanti alla Red Bull rappresenta un risultato meno negativo del previsto.
Hamilton, al termine della sessione, ha lasciato trasparire una soddisfazione che raramente si era vista in questa prima parte di stagione: “Quella è probabilmente stata la migliore sessione di qualifica che abbiamo avuto da molto tempo. Abbiamo lavorato bene con gli ingegneri. I cambiamenti al setup hanno funzionato.”
Interessante anche il riferimento al suo approccio nel weekend, che conferma qualche problema di correlazione tra simulatore e pista: “Non ero nel simulatore eppure mi sono sentito più a mio agio in macchina che mai in questa stagione. Quindi probabilmente continuerò a fare così in futuro.”
Dall’altra parte del box la situazione di Charles Leclerc è stata molto più complicata, ma viziata da un problema tecnico preciso. Il monegasco ha lamentato per tutta la sessione problemi ai freni che hanno compromesso il feeling in ingresso curva, un aspetto particolarmente delicato su un circuito come Montreal dove le staccate aggressive rappresentano una componente fondamentale della prestazione.
“Non ha funzionato per niente per me. Ho problemi con i freni continuamente. Dobbiamo risolvere il problema rapidamente ora, altrimenti sarà un weekend lungo. Prima di ogni curva devo sperare che non vada dritto.”
Parole che spiegano bene quanto il risultato finale sia stato costruito in condizioni tutt’altro che ideali. La Ferrari, pur senza nuove componenti, è riuscita a restare agganciata al gruppo di testa limitando i danni. Non abbastanza per sorridere davvero, ma probabilmente abbastanza per evitare letture troppo pessimistiche.