Caos motori F1 2027, Sainz chiede una decisione drastica e punge la Ferrari
30/05/2026 07:10:00 Tempo di lettura: 4 minuti

Dopo due mesi di discussioni, polemiche e critiche feroci sulle nuove power unit, considerate troppo dipendenti dalla componente elettrica e dalle dinamiche di gestione dell'energia, il mondo della Formula 1, ovvero team, federazione e governance, aveva deciso di apportare una modifica significativa già a partire dal 2027. Una correzione di rotta che, però, si sta scontrando con le consuete dinamiche politiche che da sempre accompagnano il Circus, anche perché un cambio in corsa così radicale rischia di avvantaggiare troppo chi è già più avanti.

Tra coloro che chiedono una decisione rapida c'è Carlos Sainz. Lo spagnolo, oggi anche presidente della GPDA, l'associazione che rappresenta i piloti, ha invitato apertamente FIA e Formula One Management a prendere una posizione forte, senza lasciarsi condizionare dagli interessi dei singoli costruttori.

Al centro del dibattito, come forse tutti sapete, c'è la possibile revisione del rapporto tra motore endotermico e parte elettrica. Le power unit introdotte nel 2026 hanno accentuato il peso dell'energia elettrica, generando in alcune circostanze differenze di velocità importanti tra vetture in fase di ricarica e vetture con batteria piena. Inoltre, su alcuni circuiti, la ricarica dell'energia condizionava fortemente lo spettacolo, impedendo ai piloti di spingere costantemente. Situazioni che hanno alimentato critiche da parte di tifosi, piloti e addetti ai lavori.

Per il 2027 si sta quindi discutendo un riequilibrio verso una configurazione più tradizionale, con una ripartizione indicativa del 60% affidata al motore termico e del 40% alla componente elettrica. Una soluzione che potrebbe ridurre alcuni degli effetti indesiderati emersi in pista durante questa stagione.

"C'è la Commissione dove le squadre hanno diritto di voto, ed è proprio lì che ho chiesto alla FIA e alla FOM di portare avanti questa proposta e di restare fedeli alla direzione intrapresa", ha spiegato Sainz.

"Se loro ritengono che questa sia la soluzione giusta, sono convinto che le squadre che oggi si lamentano o che non sono completamente allineate non avranno altra scelta che adeguarsi. Ovviamente serve il consenso di tutti, ma se è per il bene dello sport, delle gare e dello spettacolo, sono favorevole a un approccio molto deciso da parte di chi governa la Formula 1."

Le parole dello spagnolo arrivano mentre emergono indiscrezioni secondo cui alcuni costruttori, tra cui Audi e Ferrari, avrebbero espresso perplessità su modifiche così rapide a un regolamento appena entrato in vigore. Un tema particolarmente delicato, considerando gli enormi investimenti sostenuti dai motoristi per prepararsi alla rivoluzione tecnica del 2026. Inoltre, c'è il timore concreto che chi è già avanti, come Mercedes e Red Bull, sia fortemente avvantaggiato nell'apportare queste modifiche.

Sainz, tuttavia, continua a vedere margini di miglioramento importanti.

"Credo che ci sia ancora spazio per migliorare questo motore e questo regolamento attraverso le modifiche che vengono proposte per il prossimo anno."

"Non penso che nel 2026 si possa fare molto di più. Personalmente ho deciso quasi di smettere di lamentarmi, perché è evidente che questa stagione non è ideale e non lo diventerà improvvisamente. Sono però molto fiducioso per il prossimo anno e per quanto le cose possano cambiare."

La vicenda rappresenta perfettamente l'equilibrio sempre più complesso che la Formula 1 deve trovare tra innovazione tecnologica, sostenibilità e spettacolo. Da una parte ci sono costruttori che hanno investito miliardi nello sviluppo delle nuove power unit; dall'altra c'è la necessità di garantire gare più naturali e comprensibili per il pubblico.

Il problema è che il tempo stringe. Se davvero il regolamento 2027 dovrà essere modificato, i motoristi avranno bisogno di certezze in tempi brevi per adeguare i propri programmi di sviluppo. Continuare a rinviare una decisione significherebbe aumentare il rischio di creare ulteriore confusione tecnica e politica. E dopo appena una stagione dall'introduzione delle nuove regole, sarebbe probabilmente l'ultima cosa di cui la Formula 1 ha bisogno.


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