Monaco poteva tornare imprevedibile. La FIA ha detto no
Monaco 2026 poteva trasformarsi nel banco di prova perfetto per piloti e nuove power unit. La FIA ha scelto invece di limitare elettrico e aerodinamica attiva: sicurezza o occasione persa?

04/06/2026 07:00:00 Tempo di lettura: 9 minuti

La Formula 1 2026 è un cantiere di esperimenti e aggiustamenti continui: interventi, pezze, toppe, dietrofront, tutto quello di cui avevamo una gran paura ancora prima che iniziasse la stagione del più grande reset regolamentare della massima categoria. Se è giusto sistemare, con il giusto anticipo, ciò che non funziona, il continuo interventismo da parte della FIA sta ovviamente generando polemiche e allontanando il pubblico, convinto che le modifiche vadano in direzione di una o dell'altra scuderia.

Le decisioni prese per Monaco pescano dallo stesso bacino e generano le stesse perplessità.

La Federazione ha infatti scelto di limitare l'erogazione della componente elettrica e di non attivare l'aerodinamica attiva in modalità rettilineo, una misura giustificata da ragioni di sicurezza ma che rischia di privare il Gran Premio di Monte Carlo di una delle poche variabili davvero in grado di cambiare lo spettacolo.

Quanto è stato ridotto l'utilizzo della potenza elettrica?

Confrontando i documenti ufficiali sui parametri power unit pubblicati dalla FIA per il GP del Canada e per quello di Montecarlo, vediamo che nel profilo previsto per Monaco la potenza dell’MGU-K inizia a ridursi già intorno ai 200 km/h nel profilo Standard, mentre il profilo Overtake mantiene il valore massimo solo per pochi chilometri orari in più. È una scelta molto diversa rispetto al Canada, dove la componente elettrica restava disponibile a piena potenza fino a velocità decisamente superiori.

Il confronto mostra due filosofie quasi opposte. In Canada l’MGU-K poteva continuare a spingere con i 350 kW massimi fino a circa 290 km/h in modalità Standard e fino a circa 340 km/h in Overtake. A Monaco, invece, la riduzione comincia molto prima: la potenza elettrica resta piena solo nella prima fase dell’accelerazione, poi cala progressivamente fino ad azzerarsi intorno ai 300 km/h nel profilo Standard.

Velocità Monaco Standard Monaco Overtake
180-200 km/h 350 kW 350 kW
220 km/h circa 280 kW circa 320 kW
250 km/h circa 175 kW circa 245 kW
280 km/h circa 70 kW circa 185 kW
300 km/h 0 kW circa 140 kW

Il taglio non riguarda quindi soltanto la velocità massima, ma l’intero modo in cui l’energia elettrica viene distribuita lungo il rettilineo. Se confrontiamo i due profili:

Velocità Canada Standard Monaco Standard
220 km/h 350 kW circa 280 kW
250 km/h 350 kW circa 175 kW
280 km/h 350 kW circa 70 kW
300 km/h circa 325 kW 0 kW

La FIA non ha semplicemente ridotto il boost finale. Ha anticipato in modo netto il momento in cui la potenza dell’MGU-K comincia a calare.

Questo intervento riduce la possibilità che il tratto del tunnel e la staccata della Nouvelle Chicane diventino un terreno troppo favorevole a differenze di velocità generate quasi esclusivamente dalla parte elettrica. Allo stesso tempo, però, limita una delle poche occasioni in cui il nuovo regolamento 2026 avrebbe potuto rendere Monaco più imprevedibile.

Parametro Canada Monaco
Potenza massima MGU-K 350 kW 350 kW
Inizio riduzione Standard circa 290 km/h circa 200 km/h
Inizio riduzione Overtake circa 340 km/h poco oltre 200 km/h
Effetto principale Spinta elettrica piena anche ad alta velocità Potenza elettrica concentrata nella prima accelerazione
Impatto sul sorpasso Potenzialmente elevato Fortemente contenuto

Proprio Monaco, pista storicamente povera di sorpassi, poteva diventare uno dei banchi di prova più interessanti per valutare l’impatto delle nuove power unit. Con il profilo scelto, invece, l’MGU-K resta incisivo solo nelle fasi iniziali dell’accelerazione e perde progressivamente peso prima delle velocità più utili per costruire un attacco.

Perché questa limitazione?

La motivazione tecnica è comprensibile. Monaco presenta una sequenza continua di curve lente, staccate importanti e rettilinei estremamente brevi. In queste condizioni, le nuove monoposto 2026 riescono a recuperare grandi quantità di energia e a scaricarle immediatamente e quasi esclusivamente in uscita curva, generando picchi di accelerazione particolarmente elevati.

Per evitare che tali prestazioni possano trasformarsi in un rischio eccessivo tra i muretti del Principato, la FIA ha deciso di intervenire preventivamente.

Occasione persa

Una scelta che, però, lascia aperto un interrogativo importante: non è una grande occasione mancata per mostrare il reale potenziale delle vetture nate con questo regolamento 50/50 endotermico/elettrico?

Da anni Monaco viene criticata per le sue gare domenicali spesso bloccate, condizionate dalla quasi impossibilità di sorpassare. Eppure il regolamento 2026 sembrava poter introdurre un elemento nuovo e imprevedibile.

Con una disponibilità di energia elettrica molto elevata, con i vari boost elettrici e le differenze nella gestione della potenza tra piloti e team, il rischio di errori sarebbe aumentato, ma anche la possibilità di vedere azione in pista. E qui nasce l'ennesima critica.

Monaco è il circuito dei piloti. È la pista dove il talento dovrebbe emergere più che altrove. Dove la sensibilità sull'acceleratore, la capacità di dosare la potenza e il coraggio di avvicinarsi ai guardrail fanno la differenza.

Per una volta la Formula 1 avrebbe potuto mettere i piloti davanti a una sfida diversa dal solito: non gestire una mancanza di prestazione, ma un eccesso di prestazione.

Negli ultimi anni la categoria ha progressivamente ridotto gli spazi in cui il pilota può realmente incidere. Le vetture sono diventate sempre più sofisticate, prevedibili e controllate dai sistemi.

Proprio Monaco avrebbe potuto rappresentare un ritorno alle origini, con monoposto difficili da interpretare e con una quantità di energia tale da premiare chi possiede davvero le mani e i piedi migliori.

È evidente che la sicurezza debba restare una priorità assoluta. Nessuno può ignorare i rischi di un circuito cittadino stretto e veloce come Monte Carlo.

Tuttavia, la sensazione è che ancora una volta si sia scelta la strada più conservativa possibile, intervenendo prima ancora di capire quali effetti reali avrebbe prodotto il nuovo regolamento.

Esiste poi un altro aspetto che rende questa decisione ancora più discutibile. Da tempo si sostiene che a Monaco sia impossibile sorpassare e che il risultato si decida quasi esclusivamente al sabato. Eppure proprio la Formula E, grazie a differenze di potenza e strategie energetiche, ha mostrato gare molto più dinamiche e ricche di cambi di posizione rispetto a quanto accade abitualmente in Formula 1.

Naturalmente le due categorie sono profondamente diverse e non possono essere paragonate direttamente. Tuttavia il principio resta valido: una significativa differenza di potenza disponibile può creare opportunità di attacco anche dove tradizionalmente sembrano non esistere.

Per questo la decisione della FIA appare come un'occasione persa. Non tanto perché sia sbagliato preoccuparsi della sicurezza, quanto perché si è scelto di eliminare in anticipo una delle poche novità regolamentari che avrebbe potuto restituire imprevedibilità a una delle gare più iconiche del calendario.

Monaco continuerà probabilmente a essere una sfida di precisione assoluta. Ma sarebbe stato affascinante vedere i migliori piloti del mondo confrontarsi con vetture capaci di metterli davvero in difficoltà, costringendoli a gestire una quantità di potenza mai vista tra i muretti del Principato.

In fondo la Formula 1 è nata anche per questo: mettere l'uomo davanti alla macchina e capire chi riesce a domarla meglio degli altri.

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