Come era noto da settimane, o mesi, la Ferrari era ben consapevole di avere l'ADUO da parte della FIA, trovandosi in una fascia che le avrebbe permesso di mettere mano in maniera significativa sulla power unit 067/6. Sia Charles Leclerc che Lewis Hamilton, infatti, avevano sottolineato le difficoltà del motore di Maranello, ammettendo come sui rettilinei il gap dai rivali fosse piuttosto evidente in questo avvio di campionato.
Per questo, a Maranello aspettavano con ansia i verdetti della FIA sulle chance dei costruttori di sviluppare i motori, che sarebbero dovuti arrivare a ridosso di Monaco. Ma, alla vigilia della Spagna, la FIA non ha ancora comunicato nulla, a causa delle indagini extra recentemente avviate. Molte, quindi, erano le voci circolate negli scorsi giorni in merito alle attribuzioni dell'ADUO, che hanno trovato conferma da Auto Motor und Sport.
Da quanto appreso, la Ferrari, che a quanto risulta da nostre fonti aveva previsto e fatto in modo di ottenere i benefici ADUO almeno dalla fine della scorsa estate, ha pronto un piano di sviluppo della propria PU aggressivo, in due fasi: la prima scatterà con il primo dei due upgrade al motore, che dovrebbe essere montato in Austria, tra due GP.
Il secondo dovrebbe arrivare, seppur tra le difficoltà dei motoristi nel trovare cavalli, con tutta probabilità a fine estate. Il tutto andando avanti con il motore “caldo” che, seppur con dei limiti, permette ai motoristi di posizionare in vettura uno scambiatore di calore dalle dimensioni estremamente ridotte.
La Scuderia, come da tempo noto, ha una power unit che funziona con una temperatura dell’aria di circa 100 gradi, mentre le altre viaggiano a circa 70 gradi.
A Maranello hanno sviluppato questa idea grazie alla testata in acciaio, che consente di raggiungere pressioni in camera superiori alla concorrenza. Per questo, tali idee innovative, diverse da quelle dei rivali, non saranno abbandonate con le evoluzioni che arriveranno con l’ADUO. Anzi, stando alle indiscrezioni, il motore "evo" dovrebbe incrementare la temperatura d’aria in ingresso all’intercooler, arrivando a 110 gradi.
Una soluzione con cui ridurre il gap dalla Mercedes, scendendo a un divario di circa 10 cavalli da recuperare poi con il secondo aggiornamento ADUO, forte comunque dei benefici aerodinamici che il motore “caldo” ha dato modo di ottenere. In primis l’impianto di raffreddamento, pensato con masse radianti ridotte, utili a favorire forme aerodinamiche più spinte, o il sistema FTM: il flap che soffia aria calda dello scarico sull'ala posteriore e genera più carico aerodinamico grazie a una migliore efficienza dell’ala.
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