Hamilton e il suo Bono italiano: «Ha riacceso in me l'amore per la Formula 1»
17/06/2026 10:40:00 Tempo di lettura: 3 minuti

Lewis Hamilton ha ammesso con sincerità che il suo nuovo ingegnere di gara, Carlo Santi, ha "riacceso" in lui l'amore per la Formula 1.

Domenica scorsa la Ferrari ha festeggiato il ritorno alla vittoria dopo oltre un anno, e il primo trionfo in rosso del sette volte campione del mondo che, dopo aver tagliato il traguardo a Barcellona, è salito sul gradino più alto del podio con Santi al suo fianco.

Hamilton ha instaurato subito un ottimo rapporto con il suo nuovo ingegnere di pista, sostituito quest’anno, dopo una stagione 2025 disastrosa trascorsa al fianco di Riccardo Adami. Lo scorso anno erano infatti emersi diversi casi evidenti di incomprensioni con Adami, mentre con Santi si è creato subito un legame autentico e da cui Lewis sta traendo grande beneficio, soprattutto dopo aver ottenuto così tanti successi durante i suoi 12 anni alla Mercedes al fianco di Peter Bonnington, che ora è l’ingegnere di gara di Kimi Antonelli.

Non è un caso che Hamilton abbia già soprannominato Santi il suo "Bono italiano": tra i due si è infatti creata fin da subito un'intesa speciale, che il britannico non ha esitato a evidenziare dopo il risultato ottenuto domenica.

Alla domanda su come si fosse sentito ad avere Santi al suo fianco sul podio, Hamilton ha spiegato: "È stato fantastico averlo lì con me. Penso che quest’anno abbia in un certo senso sostituito il mio ingegnere, inserendosi subito e immergendosi a fondo nel lavoro insieme a me".

"Non ci conoscevamo, non avevamo mai parlato e io non sapevo nulla di lui. Poi ci siamo incontrati e credo che siamo andati d'accordo fin da subito. È fantastico poter instaurare un legame con un ingegnere diverso da quelli con cui ho lavorato in passato. L'ho fatto per così tanto tempo che, in un certo senso, perdi quella sensazione, soprattutto ora che pure Bono ha ricominciato con Kimi. È stato davvero fantastico poter condividere quell'esperienza con lui sul podio anche perché, probabilmente, è una persona molto, molto taciturna".

"Si capisce che per lui è difficile esprimere le proprie emozioni. Lui se ne stava lì sorridente e io gli davo questi grandi abbracci, stringendolo a me e dicendogli grazie. Mi piace pensare che questo abbia probabilmente riacceso l’amore che lui prova per il suo lavoro di ingegnere, proprio come lui ha fatto per me come pilota".

Foto copertina www.ferrari.com

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