Hamilton teme Silverstone: il gap potrebbe aumentare
02/07/2026 18:11:00 Tempo di lettura: 4 minuti

Lewis Hamilton arriva a Silverstone, il suo gran premio di casa, con un legame profondo e ventennale, ma questa volta lo fa con una consapevolezza diversa: la Ferrari rischia di soffrire più del previsto, soprattutto nella gestione della potenza e dell’energia. Dopo la vittoria di Barcellona, l’Austria ha riportato la squadra alla dura realtà: la SF-26 è competitiva, ma sui rettilinei perde troppo a causa di un deficit di potenza. Silverstone, con i suoi lunghi tratti a “gas spalancato”, potrebbe amplificare quel limite in maniera significativa.

Un legame speciale, ma una pista che non perdona

Hamilton teme Silverstone: il gap potrebbe aumentare

Per Hamilton, Silverstone non è solo un circuito: è un luogo che coincide con la sua storia, con la sua identità sportiva e con la sua casa.

«Il legame tra me e Silverstone dura da 20 anni… è fenomenale quando vieni qui», dice con quella calma che usa quando parla di qualcosa che gli appartiene davvero. La folla più grande di sempre, l’energia di casa, un weekend che si intreccia con Wimbledon e la Coppa del Mondo: tutto contribuisce a creare un’atmosfera che lui sente come un privilegio, quasi come una responsabilità emotiva.

Eppure, dietro questa dimensione affettiva c’è una preoccupazione che non può essere ignorata. L’Austria ha mostrato un limite chiaro: «Perdiamo parecchio tempo… circa quattro decimi al giro sui rettilinei».

È un problema che non si risolve con la guida, con il coraggio o con la magia delle curve veloci: è un limite strutturale che Silverstone non perdona. Qui la velocità di punta è un fattore decisivo e Hamilton lo sa. Per questo non si fa illusioni. Nonostante tutto, è pur sempre il gran premio di casa: sa che il pubblico può spingerlo e che la familiarità con il tracciato può aiutarlo, ma sa anche che la fisica non si aggira. Nasce così un contrasto evidente: da una parte l’amore per questo circuito e la storia che vi ha scritto, dall’altra il timore che proprio Silverstone possa mettere in luce il principale punto debole della Ferrari.

Il nodo tecnico: gestione dell’energia e deficit di potenza

Hamilton non si nasconde dietro le sensazioni: entra nel merito tecnico con una chiarezza che non lascia spazio a interpretazioni.

«Abbiamo perso molto sui rettilinei… quel problema deve essere risolto», afferma.

Gli ingegneri Ferrari gli hanno chiesto dettagli, riferimenti e sensazioni precise su ciò che vuole dalla vettura a Silverstone, e lui ha provato a indirizzarli. La preoccupazione, però, resta. Il punto critico è la gestione dell’energia. Silverstone sarà un weekend anomalo, considerando anche la Sprint:

«Finiremo la batteria, ci sono poche curve per ricaricare… il K sarà disattivato per gran parte del giro».

Significa che la Ferrari dovrà affrontare lunghi tratti senza la spinta elettrica, proprio dove servirebbe di più. Hamilton lo dice senza girarci intorno: «Il deficit potrebbe essere anche il doppio».

È chiaro, quindi, che non si tratti di una mancanza di fiducia, ma della consapevolezza dei limiti tecnici che la pista inglese rischia di amplificare. La SF-26 è una macchina solida e capace di vincere, anche se resta il dubbio che Barcellona sia stata favorita da una combinazione di fattori più che dalla sola prestazione della vettura. Resta però un dato evidente: un deficit di potenza è difficile da nascondere su un circuito che richiede continuità energetica e velocità di punta. Hamilton affronta questa sfida con lucidità, sapendo che il weekend sarà una battaglia contro la pista, il cronometro e gli avversari.

Foto copertina x.com

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