Charles Leclerc arriva a Spa con una sensazione che mancava da tempo: quella di un lavoro su sé stesso e sulla sua guida che finalmente ha portato i suoi frutti. La vittoria di Silverstone ha spezzato una serie di weekend difficili, ha restituito fiducia e ha aperto una finestra tecnica che il monegasco vuole analizzare a fondo. Spa è un luogo speciale, carico di significati personali e sportivi, ma è anche un banco di prova per una Ferrari che deve confermare i progressi, accelerare gli aggiornamenti e mantenere la direzione tracciata da Fred Vasseur. Il weekend belga diventa così un punto di verità: capire se Silverstone sia stato un lampo o l’inizio di una nuova fase, iniziata già a Barcellona con la vittoria di Hamilton.

Leclerc non nasconde la soddisfazione di arrivare a Spa dopo la vittoria di Silverstone. «È una bella sensazione arrivare qui dopo la vittoria. In precedenza c’erano state gare difficili, questa è la dimostrazione che il lavoro sta dando i suoi frutti», ha spiegato.
Il monegasco ha passato gli ultimi giorni a capire cosa abbia permesso quel salto di qualità: «Ho cercato di analizzare cosa ci abbia permesso di andare così bene e cosa mi abbia fatto sentire più a mio agio. Ci sono aspetti da approfondire, ma è stato un risultato sorprendente».
La Ferrari, però, non arriva da favorita e Leclerc lo dice senza nascondersi: «La Mercedes arriva qui da favorita, e a Silverstone siamo stati anche fortunati, vista la prestazione di Kimi». È un riconoscimento importante: la vittoria non cancella le complessità, ma indica una direzione.
E quella direzione passa dalla capacità di produrre aggiornamenti efficaci. «C’è molto lavoro da fare per spingere in termini di produzione e creatività. Ho piena fiducia in Fred Vasseur», ha aggiunto, sottolineando un rapporto che oggi è uno dei pilastri della Ferrari.
Spa, per Leclerc, è anche un luogo che tocca corde più profonde. «Qui ho ottenuto la mia prima vittoria, ma è anche il luogo dove ho perso il mio amico Hubert. Le sensazioni sono sempre speciali».
È un ritorno che unisce il ricordo della sua prima vittoria al weekend in cui ha dovuto affrontare la morte di un amico caro.
Leclerc ha parlato anche della pista testata a Madrid, un elemento che racconta quanto il futuro della Formula 1 sia già in movimento. «Bellissima, anche se molto sporca. È difficile dare un giudizio complessivo, ma sembra bellissima», ha detto.
La curva Monumental, in particolare, lo ha colpito: «Ha le caratteristiche per diventare speciale. In qualifica bisognerà essere molto coraggiosi, potrebbe diventare una delle curve più speciali del campionato». Il confronto con Zandvoort è naturale, ma Leclerc lo chiarisce: «A Zandvoort si percorre tutta, mentre a Madrid l’idea è che non si possa andare fino in fondo».
Sono dettagli che mostrano un pilota immerso nel lavoro, attento al presente ma già proiettato verso ciò che verrà. Spa, però, resta il punto centrale: un circuito che misura la solidità dei progressi e la capacità della Ferrari di confermare quanto visto a Silverstone.
Per Leclerc è molto più di una semplice tappa: è un confronto con ciò che lo ha portato a conquistare la sua prima vittoria in Formula 1 e con ciò che, nello stesso weekend, gli ha tolto uno degli amici più cari.
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