Kimi Antonelli vive a Spa un venerdì che racconta la sua capacità di reagire dopo un’inizio complesso: una FP1 difficile, un’auto che non lo seguiva a causa di un setup non ottimale, poi la svolta della FP2 con il miglior tempo. Ancora una volta, Spa misura la crescita, non solo la velocità, e oggi Antonelli ha mostrato di saper cambiare passo.

La sua giornata parte storta: in FP1 l’auto è nervosa, instabile, non gli permette di fidarsi. Poi arrivano i cambiamenti, quelli veri, quelli che trasformano la sensazione in ritmo.
«Abbiamo fatto grandi cambiamenti all’auto ed è andata molto meglio», dice Antonelli con naturalezza.
La FP2 sembra essere tutt’altra storia: più controllo, più pulizia, più velocità. Non c’è retorica, solo un passo avanti concreto, nonostante Antonelli sia cosciente del fatto che il lavoro non è ancora finito.
«C’è ancora tanto lavoro da fare come squadra e anche con la mia guida».
Le sue parole non fanno altro che sottolineare come la velocità sia arrivata grazie al suo lavoro e a quello del team. Eppure la maturità sta nel non fermarsi al tempo del venerdì, ma nel guardare al proseguimento del weekend.
«Ora guardo avanti a domani», dice con quella calma che gli appartiene.
Quando gli chiedono del resto del weekend, Antonelli risponde senza complicazioni: ogni sessione è un tassello con cui si costruisce il risultato della domenica.
«L’obiettivo è massimizzare ogni sessione, ogni volta che salgo in macchina». Silverstone brucia ancora: un weekend forte, ma senza punti.
«È stato un grande weekend, ma ne sono uscito senza punti, il che ha fatto male».
Spa diventa allora un’occasione diversa, un circuito che non perdona, ma che premia chi sa adattarsi e trovare il limite in quello che viene definito “l’università della F1”.
«Questo weekend è chiaramente diverso, una nuova sfida», dice. E la parola resta lì, limpida: sfida.
E così il venerdì di Spa diventa la prova più chiara di ciò che dicevamo all’inizio: Antonelli cresce nella capacità di reagire. La FP1 raccontava un pilota in lotta con l’auto, la FP2 un pilota che sa cambiare passo quando serve. Domani non sarà solo una questione di tempi, ma di continuità: trasformare la lucidità di oggi in sostanza. Ci riuscirà?
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