Il weekend, sul circuito di Spa-Francorchamps, non è iniziato nel migliore dei modi per la Ferrari. La casa di Maranello è arrivata in Belgio sia per confermare i progressi fatti tra Barcellona e Silverstone, ma anche con la consapevolezza che sarebbe stata dura estrarre il massimo potenziale dalla power unit con dei tratti così lunghi in cui dover andare a pieno regime.
Tra PL1 e PL2 abbiamo visto dei valori prestazionali completamente diversi. La causa questa volta è da ricercare sia nel modo in cui i driver decidono di impostare la ricarica e l’erogazione dell’energia durante il giro, ma anche dal setup e soprattutto dall’assetto aerodinamico scelto (uno degli aspetti analizzati dalla McLaren nella consueta anteprima pre-weekend, leggi qui).
A riprova di quanto detto, abbiamo il netto step fatto dal leader del mondiale, Andrea Kimi Antonelli tra PL1 e PL2, ma anche il passo falso fatto dalla Scuderia Ferrari nel passaggio da una sessione all’altra. L'altro aspetto che può aver causato queste nette differenze prestazionali è rappresentato dalla pioggia caduta a cavallo delle due sessioni. Le temperature asfalto ne hanno risentito (41°C nelle FP2 e 33°C nelle FP1). Probabilmente la Ferrari ha effettiuato delle modifiche di set up che non si sono adattate al cambiamento di grip. Un fattore cruciale nel mettere insieme la prestazione. Fortunatamente il tempo per recuperare c’è, il problema è che non sarà semplice. Ai tecnici di Maranello resta solo la FP3 per verificare di aver preso le giuste decisioni, se l’auto non sarà al massimo delle sue possibilità per allora, sarà difficile poi rimettersi in carreggiata in tempo per le qualifiche.
Nel frattempo, possiamo vedere quanto accaduto con le simulazioni dei long run. Purtroppo, l’incidente di cui si è reso protagonista Gasly (Alpine) a circa 10 minuti dal termine ha tolto la possibilità alla Ferrari e a Piastri di effettuare dei giri con carico di carburante a bordo. Non è andata meglio a Norris, riuscito a fare solamente due giri.
I veri protagonisti delle FP2 sono stati Antonelli e Verstappen. Andrea Kimi Antonelli è incredibilmente veloce e costante. Dopo una prima sessione complicata il leader del mondiale, grazie anche alla scelta di incrementare il carico aerodinamico al posteriore, ha fatto un grande passo avanti. L’italiano sembra aver capito come interpretare la pista, sia per quanto riguarda il giro secco che i long run. Antonelli sembra inarrestabile, con il compagno di box lontano anni luce.
La buona notizia per la Ferrari è che, nonostante il passo falso commesso tra PL1 e PL2, il gap con McLaren e Red Bull appare molto ridotto nelle simulazioni svolte con tanto carico di carburante. Le SF-26 non hanno potuto raccogliere dati nella seconda sessione, ma grazie a quanto raccolto a pranzo, riusciamo ad avere quantomeno un metro di paragone. Ferrari, McLaren e Red Bull sono tutte sul piede dell’1’51’’8. Hamilton, tra l’altro, riesce a mantenere quel ritmo con le Soft C4, mentre gli altri hanno tutti girato su Medie C3. Al gruppetto si unisce anche Russell. Il confronto per il podio sarà agguerrito e conteso.
P.S.
Oscar Piastri è stato di gran lunga il più veloce nelle PL1, ma troppo. Vettura sicuramente più leggera la sua. Per questo non l'abbiamo preso in considerazione.
Foto: X, Ferrari