Il circuito dell'Ungheria è da sempre paragonato a un kartodromo: un rettilineo corto e tante tornanti, che rendono difficile i sorpassi con questo tipo di monoposto. Nell'ultima edizione del Gran Premio, a rendere il tutto più complicato ci hanno pensato anche i doppiati, che troppe volte hanno danneggiato le rimonte dei primi. Il caso più eclatante è stato quello di Sainz con Piastri, ma anche Verstappen, Hamilton e Antonelli si sono trovati nel traffico.
Tutto il caos è nato da un problema con il GPS, che impediva una corretta segnalazione delle bandiere blu. Tuttavia, per Toto Wolff gli ingegneri di pista potevano fare di più, chiamando i suoi rivali in modo abbastanza colorito: "Alcuni ingegneri sono dei Teletubbies su quei muretti, non avvisano i piloti di quando qualcuno sta arrivando", ha detto il team principal a Sky Sport. Un commento duro, ma che rispecchia la realtà: l'australiano della McLaren si è giocato la vittoria con la mossa di Sainz, e forse il ritiro per un guasto meccanico ha reso il tutto meno amaro. Durante queste vacanze, poi, la Federazione deve spingere i circuiti a controllare bene le apparecchiature, dato che non è la prima volta in cui dei guasti tecnici sistemici rovinano le gare.